Lavori Pubblici

Riforma appalti con delega breve: sei mesi per riscrivere il codice

Giuseppe Latour e Mauro Salerno, con un'analisi di Roberto Mangani

Oltre al termine per emanare il decreto legislativo tra i primi emendamenti approvati oggi in commissione anche l'obiettivo di rendere più rapidi i tempi di realizzazione delle opere pubbliche

Delega «breve» per riformare il codice degli appalti. Con uno dei primi emendamenti approvati oggi altesto base presentato dal relatore Stefano Esposito (Pd) , la commissione Lavori pubblici del Senato ha deciso di specificare in sei mesi il termine massimo concesso al governo per esercitare la delega a recepire le nuove direttive europee , riscrivendo per intero le regole per l'assegnazione delle commesse pubbliche.

Calcolando che, anche accelerando al massimo e senza immaginare modifiche in seconda lettura, difficilmente la delega potrebbe uscire dalle aule del Parlamento per approdare in Gazzetta Ufficiale prima la pausa estiva (dopo il Senato si andrà alla Camera) i sei mesi concessi al Governo finirebbero per coincidere con il termine di recepimento previsto dalle direttive Ue, in scadenza il 17 aprile 2016. Tempi che cominciano a diventare stretti per portare a termine una riforma complessiva del sistema, considerando anche che la delega impone l'approvazione contemporanea del nuovo codice e del suo regolamento attuativo.

Tra le modifiche approvate in questo primo round spicca anche una proposta presentata dal gruppo del Pd e firmata, tra gli altri, dal capogruppo dei democratici in commissione Lavori pubblici, Marco Filippi. L'idea è fissare una regola di principio per la realizzazione di opere pubbliche. Il Codice dovrà contenere la «semplificazione e il riordino del quadro normativo vigente allo scopo di predisporre procedure chiuse e non derogabili riguardanti gli appalti pubblici». In questo modo, bisogna «conseguire una significativa riduzione e certezza dei tempi relativi alla realizzazione delle opere pubbliche». Quindi, il decreto delegato dovrà indicare un pacchetto di procedure di aggiudicazione delle gare che le stazioni appaltanti non potranno aggirare in nessuna situazione e che abbiano come filo conduttore un rapido arrivo in cantiere delle infrastrutture.

Intanto la commissione sembra intenzionata a portare a casa il disegno di legge prima della pausa elettorale che scatterà a fine settimana per calendarizzare il passaggio all'Aula ai primi di giugno. Dopo la seduta di oggi pomeriggio, la commissione tornerà a riunirsi alle 20. «L'intenzione - spiega il relatore Esposito - è portare avanti la maggiorparte del lavoro stasera», per chiudere tra mercoledì e giovedì.


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