Lavori Pubblici

Rifiuti, in vigore dal primo giugno le regole Ue: fine delle incertezze sulla classificazione

Giuseppe Latour

Finisce il problematico periodo iniziato per le imprese lo scorso 18 febbraio, data dalla quale hanno dovuto iniziare a trattare alcuni resti di demolizione come sostanze pericolose

Fine dei problemi sui residui di costruzione e di demolizione. Dal prossimo primo giugno entra in vigore il regolamento europeo n. 1272/2008 sull'etichettatura delle sostanze e, così, cambiano i criteri di classificazione dei rifiuti. Finisce, in questo modo, il problematico periodo iniziato per le imprese lo scorso 18 febbraio, data dalla quale hanno dovuto iniziare a trattare alcuni resti di lavorazione come sostanze pericolose , smaltendoli di conseguenza. Adesso, tutto cambia ancora: la nuova classificazione renderà più semplice la vita delle aziende.

Lo scorso 18 febbraio sono entrate in vigore le regole sulla classificazione dei rifiuti introdotte dal decreto legge n. 91/2014. Quel testo aveva modificato l'allegato D alla parte quarta del Codice ambiente (Dlgs n. 152/2006). Al di là delle questioni tecniche, per effetto di quel cambiamento molti rifiuti che prima venivano considerati non pericolosi, sono passati nella categoria più a rischio, con conseguenze pesanti dal punto di vista delle operazioni di smaltimento. In sostanza, una serie di prodotti e sostanze che prima venivano considerati pericolosi solo in alcune ipotesi, sono diventati sempre pericolosi. Questo comportava un fortissimo appesantimento delle sanzioni in caso di trattamento scorretto. Guardando all'edilizia, tutti i rifiuti da costruzione e demolizione diventavano pericolosi, per effetto di questo nuovo regime.

Adesso, tutto cambia ancora una volta. Dal prossimo primo giugno entrerà direttamente nel nostro sistema il regolamento europeo sulla classificazione delle sostanze, già in vigore dall'8 gennaio 2015. Il provvedimento, che supererà tutte le norme nazionali difformi, andrà a modificare l'allegato I alla parte IV del Codice ambiente. Questa nuova disciplina adegua la normativa che riguarda le definizioni delle caratteristiche di pericolo per i rifiuti. E risolve, nella sostanza, il problema che si era creato il 18 febbraio scorso, perché riduce il perimetro delle sostanza che saranno considerate pericolose di default.

Resta, comunque, un cambiamento pesante da digerire. Il motivo è che vengono modificate in diversi passaggi le caratteristiche di pericolo, che individuano le proprietà dei diversi rifiuti, attribuendogli un livello tra H1 e H15. La sigla H, anzitutto, verrà sostituita da HP. Ma, soprattutto, verranno ridefinite alcune caratteristiche dei rifiuti. Cambiano, ad esempio, le definizioni di «nocivo» e «tossico». E vengono riviste da zero le definizioni di «rifiuti che, a contatto con l'acqua, l'aria o un acido, sprigionano un gas tossico o molto tossico» e di «rifiuti suscettibili, dopo l'eliminazione, di dare origine in qualche modo ad un'altra sostanza». Ciascuna caratteristica HP è corredata da prescrizioni e tabelle che consentiranno alle imprese di studiare nel dettaglio le nuove indicazioni, da utilizzare in fase di identificazione dei rifiuti, di movimentazione tramite Sistri, di conferimento in discarica.


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