Lavori Pubblici

Dagli ingegneri un programma di formazione sugli interventi anti-dissesto

Giuseppe Latour

L'obiettivo è dare ai progettisti un ruolo preminente nel pacchetto di investimenti programmato dal Governo, dal valore di un miliardo all'anno almeno fino al 2020

Un programma di formazione dedicato alla messa in sicurezza del territorio che, con l'aiuto di internet, migliorerà le conoscenze della categoria sulla materia. Il Consiglio nazionale degli ingegneri cerca di aumentare il suo impatto sul piano per il dissesto idrogeologico dell'Unità di missione guidata da Erasmo D'Angelis. E lancia, con la circolare n. 530 del 2015 appena diffusa in tutti gli ordini territoriali, un piano di azioni che punta a dare ai progettisti un ruolo preminente nel pacchetto di investimenti programmato dal Governo, dal valore di un miliardo di euro all'anno almeno fino al 2020.

L'iniziativa del Cni arriva subito dopo le parole con le quali lo stesso D'Angelis ha bacchettato la categoria, in alcune interviste, spiegando che la situazione italiana è anche «colpa delle caste e dei costi da comprimere, i disastri accadono quando l'ingegneria ha la presunzione di fare a meno della geologia». Queste frasi, espressamente citate dal documento del Consiglio nazionale, vengono duramente contestate.

Per rappresentare quanto, invece, i professionisti stanno facendo per la messa in sicurezza del territorio, la circolare elenca una serie di iniziative partite o in fase di lancio. Tra queste, spicca la realizzazione di un programma di formazione professionale sul tema della difesa del suolo e della prevenzione del rischio idrogeologico, «con specifico riferimento alle aree tematiche dell'ingegneria idraulica, geotecnica e strutturale, con la collaborazione delle associazioni, delle università, dei centri di ricerca più attivi nella formazione sul tema del rischio idrogeologico, dei ministeri, delle strutture regionali e di bacino più avanzate». La formazione, riservata ai professionisti, sarà gratuita ma basata su accreditamenti certificati e passerà prevalentemente da supporti telematici.

Non si tratta dell'unica azione. Alcuni ingegneri, infatti, saranno messi direttamente a disposizione della Struttura di missione. Inoltre, i professionisti contribuiranno direttamente a monitorare a livello territoriale lo stato di attuazione dei piani, per contribuire al ruolo di sentinella che sta assumendo Palazzo Chigi rispetto agli enti locali e alle Regioni. In questa chiave, saranno create anche a livello territoriale dei presidi dedicati dai professionisti al dissesto. A livello nazionale, infine, sarà dedicata un'attenzione particolare alle norme tecniche per la messa in sicurezza del territorio, allo scopo di attuare il piano del Governo, «anche con la collaborazione di Uni».


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