Lavori Pubblici

Anticorruzione, anche la Polizia apre sezioni specializzate

Unità ad hoc per contrastare la corruzione, uomini e donne altamente preparati e costantemente aggiornati, progetti ambiziosi per ridare alla Pubblica amministrazione quel rispetto che merita un organo "fondamentale" dello Stato: la Polizia scende in campo contro una delle principali piaghe dell'Italia e apre in ogni squadra mobile una sezione dedicata alla lotta corruzione.

Il primo atto di questa nuova sfida questa mattina a Roma, con il capo della Polizia Alessandro Pansa e il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone che hanno Inaugurato il primo corso per i funzionari. Il progetto prevede che nelle squadre mobili delle quattro principali città italiane - Roma, Milano, Napoli e Palermo - le sezioni «Reati contro la pubblica amministrazione» saranno sostituite dalle «Sezioni anticorruzione». In tutte le altre squadre mobili, invece, verranno costituite delle «unità anticorruzione», all'interno delle sezioni «reati contro il patrimonio». Si parte con 20 città e nel giro di pochi mesi le unità saranno operative in tutte le questure d'Italia.

«Considerato l'accertato interesse da parte della criminalità organizzata e non ad occupare indebitamente spazi all'interno di diversi settori della pubblica amministrazione», si legge nel decreto che istituisce le nuove sezioni firmato dal capo della Polizia, «è necessario rivisitare l'organizzazione delle squadre mobili per rendere maggiormente efficace l'azione di contrasto ai delitti contro la Pa e il fenomeno corruttivo».

L'obiettivo del capo della Polizia è, però, più ampio e non si ferma al semplice contrasto. Da un lato, infatti, il progetto mira a far «riguadagnare spazi che erano stati sottratti all'operatività» della Polizia attraverso una «professionalizzazione molto forte» degli uomini che saranno impegnati nel nuovo compito e, dall'altro, a «rivalutare il mondo della pubblica amministrazione, che è un settore fondamentale e non può essere lasciato a inefficienza ed inefficacia».

Pansa lo dice molto chiaramente: «Lo dobbiamo a tutta quella miriade di impiegati pubblici che ogni giorno lavora onestamente e invece gode di pessima fama per colpa di pochi che lavorano per interessi propri e, spesso, illeciti. Abbiamo l'obbligo prima per noi stessi e poi per tutti i cittadini, anche perché se la Pubblica amministrazione degenera, si alzano i costi della cosa pubblica e si lede il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni».

Quella della Polizia, dice dal canto suo Cantone, è una «scommessa vincente». La corruzione, spiega infatti il presidente dell'Anticorruzione che punta ad una convenzione tra l'Autorità e la Polizia, «è una delle principali ragioni che blocca il paese dagli investimenti» e i segnali sono tutt'altro che incoraggianti visto che dopo gli enti locali e gli appalti «la criminalità sta mettendo le mani anche sulle sale scommesse». Ma «pensare che si possa risolvere tutto per via giudiziaria è un errore: il meccanismo di prevenzione, così concepito, ha fallito. La prevenzione si fa facendo funzionare l'amministrazione: se funziona la macchina burocratica e i controlli sulle autorizzazioni, si riduce la possibilità per i corrotti e i corruttori di intervenire».

Lo dimostra la normativa antimafia: lo scioglimento dei Comuni e le interdittive, «hanno effetti maggiori della repressione giudiziaria». E un sistema amministrativo «che funziona - conclude Cantone - ha molto più potere dal punto di vista repressivo di un'indagine penale».


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