Lavori Pubblici

Ecoreati, ancora un rinvio per i nuovi delitti contro l'ambiente

Giuseppe Latour

Salta l'approvazione definitiva della Camera. Cancellato il divieto di airgun, doppia prescrizione, disastro ambientale: le novità del Ddl che Montecitorio ha rinviato per la quarta volta a Palazzo Madama

Stralciate le norme sul divieto di airgun, che saranno riesaminate a parte. E nuovo passaggio al Senato (il quarto) che, almeno sulla carta, dovrà essere rapido e blindato. La Camera chiude così, dopo una discussione dai toni molto duri, la partita del Ddl sugli ecoreati. La tecnica di esplorazione dei fondali usata per i giacimenti di petrolio e gas non sarà più punita dal Codice penale, come previsto nella versione arrivata a Montecitorio, mentre le altre parti del testo restano intatte. La parola passa a Palazzo Madama, dove a questo punto si attende un'approvazione senza modifiche.

Il divieto di airgun
Al centro della discussione di martedì c'era soprattutto un punto: il reato che punisce l'utilizzo dell'airgun (una tecnica di esplorazione dei fondali), inserito nel corso del passaggio al Senato. La Camera avrebbe voluto approvare in blocco e senza cambiamenti la versione passata a Palazzo Madama, ma il Governo si è messo di traverso e ha, di fatto, imposto la cancellazione della nuova fattispecie di reato. Montecitorio, dopo una discussione parecchio accesa, ha votato in base alle indicazioni dell'esecutivo, rimandando tutto a una quarta lettura. Anche se le riserve sono molte: il timore dell'opposizione è che, in quella sede, non si licenzi immediatamente il testo della Camera, ma si colga l'occasione per allungare i tempi e, magari, per portare qualche modifica a sorpresa.

Le proteste
La decisione è stata accolta con toni molto duri da due associazioni (Libera e Legambiente) che da mesi si battono per l'approvazione del provvedimento. "Era la volta buona ma a pochi metri dal traguardo il governo cambia idea e, dopo tante rassicurazioni e prese di posizione pubbliche da parte di diversi ministri, sostiene l'emendamento per togliere subito il comma sull'airgun dal disegno di legge sugli ecoreati e lo rispedisce al Senato dove rischia l'affossamento, vista la maggioranza risicata, l'ostracismo delle commissioni Giustizia e Ambiente a partire dai loro presidenti e visto che una parte dei senatori Pd non vogliono i reati ambientali nel codice penale".


Cosa dice il testo
Polemiche a parte, saranno comunque le ultime battute per un Ddl, firmato da Ermete Realacci, che sta chiudendo un percorso parlamentare lunghissimo. È stato, infatti, approvato alla Camera a febbraio del 2014, esattamente un anno fa. Ed è stato oggetto di riunioni continue delle commissioni Ambiente e Giustizia del Senato per mesi. Dopo un forte rallentamento dei lavori in estate, Palazzo Madama ha approvato un nuovo testo a inizio marzo. Adesso, a inizio maggio, arriva il terzo passaggio parlamentare, in attesa del quarto.

I nuovi reati
Nel merito, le novità del Ddl sono pesanti. Il testo istituisce nuovi delitti contro l'ambiente nel Codice penale: si tratta del disastro ambientale, dell'inquinamento ambientale, del traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, dell'impedimento del controllo. Molto rilevante soprattutto il disastro ambientale, che si verifica quando qualcuno provoca alterazioni irreversibili o particolarmente gravose all'equilibrio dell'ecosistema. Sono previste pene carcerarie che vanno da 5 a 15 anni.

Prescrizione doppia
Un passo fondamentale arriva sui termini di prescrizione. Il disegno di legge, infatti, prevede il raddoppio dei termini entro i quali i reati ambientali non sono più perseguibili penalmente. Questo significa, concretamente, che dall'approvazione del Ddl molti casi nei quali i colpevoli rischiavano in passato di restare impuniti, proprio a causa dei tempi troppo stretti della legge, in futuro verranno perseguiti dai giudici.


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