Lavori Pubblici

Delega appalti, la commissione Bilancio frena

Giuseppe Latour

Tempi più lunghi per i pareri sul nuovo testo e sugli emendamenti, il testo non approderà in Aula prima del 18 maggio

La commissione Bilancio frena la riforma appalti. I pareri sulla sostenibilità finanziaria del nuovo testo base e degli emendamenti presentati in ottava commissione stanno diventando molto più faticosi del previsto. Il calendario predisposto da maggioranza e Governo prevedeva che il parere, almeno sul nuovo testo base, fosse licenziato nella giornata di martedì. Questo non è accaduto: il dipartimento Politiche europee, infatti, non si è ancora espresso sul merito del testo. Il risultato è che le votazioni, salvo sorprese, slitteranno alla prossima settimana. Mentre l'approdo in Aula non ci sarà prima del 18 maggio.

La Bilancio deve esaminare, prima del voto della commissione di merito, il nuovo testo base dei relatori e i 342 emendamenti presentati dai senatori. Il primo passaggio era legato al testo base: la quinta commissione ha già espresso dubbi su alcuni punti, come le maggiori spese che deriverebbero dai nuovi poteri dell'Anac, gli extra costi legati alla nuova versione dell'Avcpass e i privilegi riservati alle piccole e medie imprese più vicine al luogo dell'appalto. Per questo era stato richiesto al Governo di inviare chiarimenti. Ma, almeno per ora, l'esecutivo non si è espresso.
Qualche dettaglio sul ritardo viene fornito dal relatore della riforma, Stefano Esposito: «La commissione Bilancio non esamina gli emendamenti alla delega appalti, mancano i pareri del dipartimento politiche europee». L'esecutivo, cioè, non si è ancora espresso con riguardo ai profili legati alle norme europee: un'indicazione che rimanda direttamente al passaggio della delega che punta a privilegiare le imprese territorialmente più vicine al luogo nel quale è stata attivata la gara. Questa previsione, fortemente voluta dal viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini, sarebbe incompatibile con le regole europee in materia di concorrenza.

Al di là dei contenuti della pronuncia, comunque, è evidente che i tempi dell'esame si allungheranno. L'idea della maggioranza era portare il testo in Aula la prossima settimana, dopo un esame rapido tra martedì e mercoledì di questa settimana. Il rinvio della commissione Bilancio, di fatto, neutralizza i lavori di questi giorni. Giovedì, infatti, è programmata una seduta di Aula già a partire dalle 9 e 30, con seguito pomeridiano. Mentre mercoledì il parere arriverà non prima di metà giornata e, comunque, non dovrebbe ancora affrontare gli emendamenti. Salvo sorprese, allora, tutto l'esame di merito si sposta alla settimana dell'undici e il passaggio in Aula a quella del 18 maggio.


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