Lavori Pubblici

Cantone: «Abbiamo salvato l'Expo, le nuove gare ora sono un modello»

Giuseppe Latour

Il presidente dell'Anticorruzione rivendica di aver messo in sicurezza il grande evento milanese e apprezza il lavoro sul ddl di riforma degli appalti

«Un anno fa nessuno avrebbe scommesso sull'apertura di Expo. Per questo sono molto emozionato alla vigilia dell'inaugurazione». Il presidente dell'Anac Raffaele Cantone, a poche ore dalla partenza dell'esposizione, fa il punto sul lavoro di monitoraggio che è stato fatto per prevenire la corruzione degli appalti nella manifestazione. «Dirmi tranquillo sarebbe da folli, ma penso che i controlli siano stati fatti al meglio possibile». Positivo anche il lavoro che la commissione Lavori pubblici del Senato sta facendo sulla riforma degli appalti. «Gli emendamenti che stanno per essere discussi vanno nella direzione giusta».

«Forse – spiega Cantone - avremmo potuto aprire in una maniera migliore e con meno ritardi. Però ricordo l'atmosfera che si respirava a Milano lo scorso maggio, quando nel pieno della bufera degli arresti sono stato lì. In quei giorni nessuno avrebbe scommesso sull'apertura. Anzi, molti davano per scontato che Expo non si sarebbe fatto». L'attività dell'unità coordinata dall'Anac è stata importante. «Penso che i controlli siano stati fatti nel modo migliore possibile. Qualche appalto è stato rivisto, qualcuno ridotto, altri sono stati addirittura bloccati. Abbiamo messo tutto in sicurezza». Adesso, comunque, «è importante che Expo parta».

Per il presidente Anac, l'Expo è l'esempio di un'inversione di tendenza registrata nell'ultimi anni. «Veniamo da un periodo di sottovalutazione generale del fenomeno della corruzione. I gruppi di interesse che manovravano gli appalti di Expo non si nascondevano, ma si trattava di soliti noti per i quali la politica era solo un taxi. Lo dico in senso negativo, perché ormai nel nostro paese la politica non è nemmeno in grado di controllare le tangenti». Guardando alle gare dell'Expo, comunque, ormai «il nostro sistema viene riconosciuto come un modello da esportare, come ha detto anche l'Ocse».

Sul fronte della riforma appalti, «il lavoro che sta facendo il Senato è positivo. Il Ddl delega è oggetto di una valutazione ampia della commissione con emendamenti che stanno andando nella giusta direzione e che, tra l'altro, ampliano molto i poteri di Anac in termini di vigilanza e di regolazione». Sono soprattutto due gli aspetti che piacciono a Cantone. «Il primo è il passaggio che vieta gli eccessi di regolazione rispetto alle indicazioni che arrivano dalle direttive europee. Il Codice del 2006 è un esempio perfetto di un sistema pieno di regole, che non ha funzionato in concreto». L'altra questione è quella delle deroghe. «C'è una norma di principio, ma importantissima, che indica come non debbano esserci più deroghe rispetto alle regole generali. In Italia, ogni volta che ci sono nuovi appalti, ci si chiede come derogare al Codice». Le prossime fasi saranno cruciali. "Spero che l'attività di lobbying venga fatta in modo corretto, senza tutelare solo singole categorie, ma compatibilmente con gli interessi di carattere generale. L'anticorruzione favorisce sempre il mercato e le imprese».


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