Lavori Pubblici

Riforma appalti, l'incognita dei tempi della commissione Bilancio

Giuseppe Latour

Rischia ingolfamento: ancora da esaminare il Def e un migliaio di modifiche al collegato ambientale, tuttora fermo in commissione Ambiente, in attesa del parere

Ultimo giro di giostra per la riforma appalti al Senato. Chiuso mercoledì il termine per la presentazione degli emendamenti (342 in totale), la commissione Lavori pubblici prepara l'allungo finale. L'obiettivo è dare una frustata decisiva la prossima settimana, cercando di chiudere il pacchetto giovedì per l'Aula, anche se è probabile che si finisca alla settimana successiva. Sul disegno di legge, infatti, pende l'incognita del parere della commissione Bilancio, che potrebbe ritardare il treno della riforma: altri due provvedimenti (il Def e il collegato ambientale) sono in attesa del via libera della commissione che dovrà valutare la sostenibilità degli emendamenti per le finanze pubbliche. Senza contare che i lavori dell'Aula potrebbero zavorrare ulteriormente i tempi, com'era già accaduto in fase di audizioni.

Depositati 342 emendamenti
Partiamo dagli emendamenti. Mercoledì alle 12 scadeva il termine per la presentazione in commissione Lavori pubblici delle proposte di modifica. Alla fine ne sono arrivate 342. "Me ne aspettavo di più, si tratta di un numero gestibile", dice soddisfatto il relatore del disegno di legge in commissione Stefano Esposito (Pd). Anche perché qualcuno dovrebbe saltare: trattandosi di una legge delega di recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni, qualche proposta risulterà certamente incompatibile per i limiti piuttosto risicati della materia. Fatta questa scrematura, non dovrebbero essere moltissimi gli emendamenti da esaminare.

Le proposte di modifica dei gruppi
Il Pd, con 71 emendamenti, si è concentrato su molti temi, cercando però di dettagliare meglio elementi già presenti nel testo base. Tra le priorità compaiono l'introduzione di sanzioni penali e amministrative in caso di controlli inadeguati da parte dei soggetti preposti, la previsione di un risarcimento in caso di opere non conformi al progetto esecutivo, il riordino delle disposizioni di Protezione civile e per la mitigazione del rischio idrogeologico, la creazione di centrali di committenza a livello di capoluogo di provincia, il divieto di messa a gara di lavori basati sul preliminare. Nell'ambito del partenariato pubblico privato, poi, dovrebbe essere prevista "per ogni opera la valutazione preventiva di fattibilità con il ricorso a finanziamenti privati".

Filippi (Pd): rendere centrale la questione dei tempi
Marco Filippi, capogruppo in commissione del Pd, spiega: "Abbiamo apprezzato molto il lavoro che hanno fatto i relatori. Per noi ha spinto nella direzione giusta. Gli emendamenti vogliono essere una spinta ad andare ancora oltre e hanno il senso di radicalizzare ancora di più alcuni temi che sono già contenuti nell'azione dei relatori, perché in fase di dibattito ci potrebbero essere tendenze ad ammorbidire". Alcune proposte saranno dedicate alla questione dei tempi di realizzazione delle opere. "Siamo molto interessati al tema dei tempi, perché non vogliamo che, con il rafforzamento di procedure e controlli, si torni alla stagione dei veti".

Forza Italia: solo limature
A parlare degli emendamenti di Forza Italia è l'altro relatore, Marco Pagnoncelli: "Si tratta di una ventina di proposte di modifica, tutte nella direzione di specificare temi che vengono già introdotti dal nostro testo base. Non ci sono grosse novità in aggiunta". Sui tempi Pagnoncelli si dice fiducioso. "Noi pensavamo la settimana prossima di cominciare a metterci mano, per licenziarla dalla commissione entro fine mese. Non penso che avremo problemi con la commissione Bilancio, perché non c'è gran materia di spesa da analizzare. Ci sarà un parere tecnico, ma non penso ci chiedano approfondimenti particolari".

Movimento 5 Stelle: limitare le procedure negoziate

Da parte del Movimento 5 Stelle, invece, arrivano proposte che puntano a ridurre il perimetro delle opere ricomprese nella Legge obiettivo, a dare una stretta sulla catena di subappaltatori e sub-fornitori, per rafforzare il rispetto delle regole in materia di diritti ambientale e del lavoro, a limitare fortemente le procedure negoziate, con il divieto di affidamenti diretti, e a vietare le concessioni di durata illimitata.

I tempi delle votazioni
"Tutti gli emendamenti saranno tutti oggetto di votazione, non abbiamo intenzione di procedere per strappi, visto il clima di grande collaborazione che abbiamo instaurato in commissione con le opposizioni. Finora non ci sono state volontà ostruzionistiche", dice ancora Esposito. Si partirà allora martedì, quando sarà dettagliato un calendario dei lavori e potrebbero già partire le votazioni. "Il mio obiettivo sarebbe chiudere per giovedì sera, ma non è detto che ci si riesca, a causa delle convocazioni di Aula". Il timore è che, come già avvenuto in fase di audizioni, i lavori dell'Aula possano rallentare quelli della commissione. Ma non sarà un problema insormontabile: in caso di emergenze, si farà ricorso a convocazioni serali e notturne.

L'incognita della commissione Bilancio
Il tema più delicato, in questo momento, è allora quello del parere della commissione Bilancio, che dovrà esprimersi sugli emendamenti alla riforma. E che rischia di ingolfarsi, perché ha già da esaminare il Def e un migliaio di modifiche al collegato ambientale, tuttora fermo in commissione Ambiente, in attesa del parere. "Ho già chiesto al Governo di fissare delle priorità, considerando che il Def andrà comunque mandato avanti". Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio sarà, così, chiamato a una scelta: chiedere formalmente al Senato di mettere la riforma appalti su una corsia preferenziale. E portarla, così, in Aula tra la fine di aprile e l'inizio di maggio.


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