Lavori Pubblici

Performance bond, l'impegno del Governo per non bloccare le maxiopere

Giuseppe Latour

Garanzia globale di esecuzione: a rischio ci sono lavori per oltre 300 milioni di euro

Il Governo si impegna, in raccordo con l'Anac, per evitare che le regole sul performance bond blocchino le grandi opere. Ma, soprattutto, rilancia la revisione totale dell'istituto nell'ambito della riforma degli appalti. Il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, nel corso di un'audizione presso la commissione Ambiente della Camera, ha risposto ai molti dubbi che, nelle ultime settimane, hanno preso quota dopo l'entrata in vigore della garanzia globale di esecuzione. A rischio blocco ci sono infrastrutture per oltre 300 milioni di euro.

"La garanzia globale di esecuzione – spiega il ministero in una nota - ha rappresentato un mutamento di indirizzo normativo voluto dal legislatore italiano per rafforzare la posizione della stazione appaltante". Attualmente "essa dovrebbe applicarsi solo ad appalti di grandi dimensioni, che sono in numero molto ridotto". Questa circostanza, però, "non ne facilita l'utilizzo, al contrario pone problematiche applicative sia in relazione al mercato degli appalti che con riferimento a quello delle assicurazioni".

Tecnicamente, si prevede "l'inserimento del garante (surer) nella fase realizzativa dell'opera e quindi la sostituzione dell'impresa inadempiente, in caso di ritardo o fermo lavori". Le finalità della norma sono condivisibili: controllare "in ogni momento l'esecuzione dell'opera e sostituire tempestivamente l'impresa inadempiente evitando ripercussioni negative sui tempi e i costi di realizzazione dell'opera". Questo assetto, però, "espone il surer ad un rischio molto elevato, proprio in ragione del numero limitato di appalti disciplinati in tal modo, che non permette a questo soggetto di spalmare il rischio su un numero maggiore di contratti, riducendo così il rischio complessivo che egli assume". È evidente, infatti, che assicurare solo grandi appalti espone le imprese a rischi notevoli per la loro stabilità.

Per superare queste criticità è stata avanzata da parte di Anac la proposta di estendere lo strumento anche per appalto medio-piccoli, spalmando il rischio. Ed è proprio questa la strada che il ministero ha intenzione di percorrere nei prossimi mesi: questo mutamento di assetto passerà dal recepimento delle direttive europee in materia di appalti, attualmente presso la commissione Lavori pubblici del Senato. In attesa di quell'intervento, che ci metterà almeno un anno per andare in Gazzetta ufficiale, "ribadisco – ha spiegato De Caro - l'intenzione del Governo di produrre ogni sforzo per non interrompere la realizzazione di opere in corso, valutando al riguardo ogni azione possibile, anche in sinergia con Anac".

I primi interventi potrebbero arrivare sui bandi attualmente bloccati dal performance bond. Si tratta della gara da 101 milioni bandita dall'Anas a Casalecchio di Reno per la statale 64 "Porrettana", dell'appalto integrato da 96 milioni per la tangenziale di Novara e dell'ospedale di Cattinara a Trieste (120 milioni). Sono tutte procedure attualmente in corso, ma sostanzialmente bloccate proprio a causa dell'effetto performance bond.


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