Lavori Pubblici

Ampi poteri a Cantone e all'Anac: in anteprima il testo-base della riforma degli appalti al Senato

Giorgio Santilli con un articolo di Giuseppe Latour

Il relatore Esposito lo ha consegnato stamattina, la commissione Lavori pubblici comincia la discussione

Saranno vietati per il governo, nel recepire la delega sulla riforma del codice degli appalti, l'introduzione o il mantenimento «di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive». E' la zeppa che il relatore al Ddl delega al Senato, Stefano Esposito, ha messo al governo subito al punto a) dei criteri di delega per ridurre significativamente il numero degli articoli che oggi fra codice e regolamento viaggia intorno ai 650. «Non dovrà superare i 250», dice Esposito. Dopo aver previsto un solo codice per le tre direttive, comprendendo quindi appalti e concessioni, il testo base messo a punto da Esposito, che stamattina la commissione Lavori pubblici del Senato comincerà a discutere, torna al punto c) al tema della semplificazione prevedendo una «ricognizione e riordino del quadro normativo vigente» al fine di «conseguire una significativa riduzione del complesso delle disposizioni legislative, amministrative e regolamentari vigenti» e ancora «un maggiore livello di certezza del diritto e di semplificazione dei provvedimenti». A proposito di semplificazione, anche il punto g) del testo Esposito entra nel vivo prevedendo la "riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti, con particolare riguardo all'accertamento dei requisiti di qualificazione, attraverso l'accesso a un'unica banca dati centralizzata".

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Ma il punto saliente - fra molti significativi - è certamente il punto f) che segna un cambiamento di paradigma nel sistema degli appalti. Il punto f) prevede infatti la "attribuzione all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) di più ampie funzioni di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e delle concessioni, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l'impugnabilità di tutte le decisioni assunte dall'Autorità innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa".
Questa norma quadro, per altro, non esaurisce la lunga lista di nuovi poteri affidati all'Autorità guidata da Raffaele Cantone. Al punto h) è prevista, infatti, una "razionalizzazione delle procedure di spesa attraverso criteri di qualità, efficienza, professionalizzazione delle stazioni appaltanti, prevedendo l'introduzione di un apposito sistema, gestito dall'ANAC, di qualificazione delle medesime stazioni appaltanti, teso a valutarne l'effettiva capacità tecnico-organizzativa sulla base di parametri obiettivi". E al punto n) la "creazione di un albo nazionale, gestito dall'ANAC, dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e concessioni, prevedendo specifici requisiti di moralità, di competenza e di professionalità e la loro assegnazione nelle commissioni giudicatrici mediante pubblico sorteggio da una lista di candidati indicati alle stazioni appaltanti che ne facciano richiesta in numero almeno doppio rispetto ai componenti da nominare".


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