Lavori Pubblici

Nencini: Niente multe alle imprese per gli errori formali nelle offerte di gara

Giuseppe Latour

I paletti che il viceministro delle Infrastrutture ha chiesto di inserire nel nuovo testo base del disegno di legge delega sugli appalti

No alle sanzioni pecuniarie per le irregolarità documentali in fase di gara. Scelta tramite sorteggio dei componenti delle commissioni per l'offerta economicamente più vantaggiosa. E tutela del made in Italy negli appalti. Sono tre dei passaggi che il viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini ha chiesto al Senato di inserire nella nuova versione della delega appalti. Entreranno nel nuovo testo base o, in alternativa, faranno parte del pacchetto di emendamenti promossi dal Governo.

Nencini ha partecipato alla riunione della commissione Lavori pubblici del Senato di martedì, durante la quale è stato delineato il calendario per le prossime settimane di discussione del Ddl. E ha colto l'occasione per presentare alcune integrazioni al testo preparato dal Governo la scorsa estate. L'esecutivo chiederà, anzitutto, un richiamo forte al tema del made in Italy: a parità di offerta dovranno essere privilegiate le imprese italiane.

Oltre a questo, spiega Nencini, bisogna «rafforzare il criterio del divieto di introdurre o mantenere livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive». Si tratta del "gold plating", già presente nella prime versione del testo. Una novità importante potrebbe arrivare sul fronte delle irregolarità: quelle relative alla documentazione di gara, secondo il viceministro, non dovranno più essere oggetto di sanzioni pecuniarie.

Sul fronte della qualificazione degli operatori, andranno introdotte «misure di premialità connesse a criteri reputazionali, oggettivi e misurabili». Per proteggere le Pmi, andrà introdotto "il divieto di aggregazione artificiosa degli appalti", combinato a forme di tutela per le imprese che operano nel proprio territorio. E, per blindare le procedure aggiudicate con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, andranno inserite nel decreto delegato «nuove regole e procedure trasparenti per la scelta dei componenti delle commissioni giudicatrici», come il sorteggio.

Completano il quadro il rilancio degli istituti di partenariato pubblico e privato, l'adeguamento della disciplina della contabilità pubblica al nuovo quadro regolatorio e l'inserimento di tutele specifiche per alcuni ambiti considerati prioritari dalle direttive, come l'ambiente, le politiche sociali, la tutela e valorizzazione dei beni culturali e l'innovazione. Questo pacchetto di novità potrebbe entrare già nel nuovo testo base del relatore. Oppure, in una fase successiva, potrebbe far parte delle proposte di modifica che saranno presentate dall'esecutivo.


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