Lavori Pubblici

Cantone: controlli «in progress» modello-Expo per tutte le grandi opere

Mauro Salerno

La proposta del predidente Anac: vigilare preventivamente sulle gare in modo da non bloccare i cantieri. Squitieri (Corte Conti): legge quadro per i grandi eventi

Estendere il modello dei controlli anticorruzione "in progress" inaugurati con l'Expo a tutte le grandi opere. Senza rallentare, ma aiutando i cantieri. La proposta arriva dal presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, che vorrebbe così valorizzare l'esperienza della «vigilanza collaborativa» negli appalti. Un modo per poter contare sullo scudo anticorruzione offerto da un'autorità indipendente, senza bloccare o rallentare i cantieri, permettendo all'Autorità di verificare in via preventiva gli atti e la documentazione di gara per l'affidamento delle opere.

Cantone: basta controlli ex post, accompagnare i cantieri
«Dobbiamo superare il modello dell'Autorità abituata a fare controlli ex post che servono solo a dire "avete sbagliato" - ha detto Cantone, aprendo un evento su corruzione e appalti organizzto insieme all'Ocse a Roma -. Dobbiamo invece accompagnare la realizzazione delle opere, che devono essere portate a termine, ma senza sbavature o illegalità». Per l'Expo, ha chiarito l'ex magistrato, sono stati messi in campo procedure molto agili: «il controllo di ogni atto non ha preso più di 5 o 6 giorni». In realtà il modello della vigilanza collaborativa è già stato messo a sistema dall'Autorità. Attraverso un regolamento interno, tutte le amministrazioni interessate possono chiedere di stipulare una convenzione che autorizza l'Anac a verificare in via preventiva gli appalti gestiti dall'Ente . Dopo gli ultimi scandali, una convenzione di questo tipo è stata attivata ad esempio dalla Regione Lazio e dal consorzio di sviluppo industriale di Caserta . «Abbiamo ricevuto molte richieste - ha riconosciuto lo stesso Cantone -. Ora dobbiamo vedere se sono compatibili con le nostre forze». L'idea di Cantone è passare da un accordo di tipo volontario a uno strumento riconosciuto da una norma nazionale. «Un modo - ha concluso il presidente Anac - per uscire dall'emergenza con uno strumento eccezionale, accompagnando il settore delle grandi opere fuori dalle tenaglie della corruzione».

Corte dei Conti: legge quadro per i grandi eventi
Una proposta salutata con favore anche dal presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri che a sua volta ha proposto l'idea di una legge quadro per i grandi eventi. Come Cantone, anche Squitieri ha sottolineato la necessità di dire addio alle deroghe ad hoc per i singoli eventi. «Se ci sono le deroghe - ha detto Squitieri - vuol dire che in ossequio a un malinteso senso di legalità abbiamo disegnato un sistema di regole malato. Che ha inceppato la possibilità di realizzare le opere di cui abbiamo bisogno». Di qui la proposta: uscire dalle deroghe disegnando un modello di regole snelle per semplificate le procedure di realizzazione dei grandi eventi, accompagnando il modello con strumenti di controllo collaborativo in corso d'opera. «Anche la Corte - ha detto Squitieri - ha spesso adottato un sistema di controllo collaborativo». Attenzione, ha chiarito però Squitieri a non ricadere di nuovo però nel modello Protezione civile, con procedure eccezionali disegnate ad hoc per ogni singolo evento. «Qui si tratterebbe - ha concluso - di prevedere una legge quadro astratta e generale, con procedure semplificate da considerare a regime per i grandi eventi», senza modifiche ad hoc.

Antimafia all'Expo: 54 imprese bloccate, con appalti per 200 milioni
Anche grazie alla vigilanza collaborativa dell'Anac, l'Expo è stato «un laboratorio di innovazione anche per le procedure amministrative», ha sottolineato l'Ad della società milanese Giuseppe Sala. Anche sul fronte dell'antimafia. «Abbiamo ereditato un sistema in forte arretrato e basato solo su autocertificazione e controlli meramente formali di documenti - ha detto il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca -. L'abbiamo trasformato affiancandogli un'attività info-investigatriva e controlli incrociati delle informazioni». Con questi risultati: 79 interdittive antimafia emesse dalla prefettura che hanno bloccato l'ingresso nei cantieri Expo per 54 imprese, attive soprattutto nelle opere di importo inferiore alla soglia Ue di 5,2 milioni. «Speravano così di poter eludere i controlli - ha detto Tronca -. Invece abbiamo sottratto appalti per un valore di circa 200 milioni ai sodalizi criminanli».


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