Lavori Pubblici

Qualità architettonica, i principi del Ddl Zanda nella delega appalti

Mauro Salerno

Il provvedimento presentato in commissione Beni culturali verso lo sdoppiamento. La tutela del progetto negli appalti dovrebbe trovare posto nella riforma del codice all'esame della commissione Lavori pubblici

Inizierà la prossima settimana l'esame del disegno di legge sulla qualità architettonica promosso dal capogruppo Pd in Senato Luigi Zanda, su cui c'è molta attesa da parte dei professionisti . A fare da relatore al provvedimento (clicca qui per scaricare il testo ) sarà Rosa Maria Di Giorgi (Pd). L'esame del provvedimento da parte della commisione Beni culturali sarà proceduto come di prassi da un ciclo di audizioni. Ma già da ora si ipotizza un destino separato per le due anime che compongono il disegno di legge.

Il provvedimento firmato da Zanda, che impone i concorsi per tutti i progetti sopra i centomila euro , si compone infatti di due parti piuttosto ben distinte. Nella prima parte l'attenzione si concentra sulla promozione della qualità della progettazione, con principi in qualche modo mutuati dalla legge francese sull'architettura promossa da François Mitterand nel 1977. Nella seconda invece il focus è sui progetti per le opere pubbliche. Con norme sull'obbligatorietà dei concorsi e il ruolo dei general contractor che inevitbilmente finiscono per intrecciarsi con la riforma degli appalti.

Nei sette articoli che compongono il Capo I l'attenzione si concentra sulla tutela e la valorizzazione del progetto sia in ambito pubblico che privato. Il provvedimento mette innanzitutto in relazione la valorizzazione del progetto con l'articolo 9 della Costituzione («La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione»). Poi si introduce una riserva delle attività di progettazione a professionisti abilitati (articolo 3) e si chiarisce che la qualità dei progetti (nuove opere, recupero del patrimonio, infrastrutture) assume un «interesse pubblico primario » . Di rilievo la norma (articolo 4) che impone l'obbligo di assegnare un incarico di progettazione a un professionista abilitato a «chiunque intenda intraprendere un'attività sottoposta a titolo edilizio». Tra i principi fondamentali di cui dovranno tenere conto le Regioni nelle loro leggi c'è il ricorso ai concorsi di progettazione o di idee per scegliere i progetti delle opere pubbliche (con bandi riservati ai giovani) . L'articolo sette, infine , prevede delle norme a tutela del progettista, riconoscendo espressamente il diritto d'autore.

Il Capo II riguarda la progettazione delle opere pubbliche, con una delega di sei mesi al governo a modificare il codice degli appalti con una serie di misure pensate per ridare ruolo e centralità al progetto. A partire dal divieto di affidare congiuntamente incarichi di progetto e lavori (appalto integrato), fino alla revisione della figura del general contractor, che non potrà assommare più su di sé i ruoli di progettista e direttore dei lavori. Altri principi rilevanti riguardano l'obbligo di passere per un concorso di idee o di progettazione per assegnare gli incarichi oltre centomila euro, insieme alla necessità di affidare a un unico soggetto i tre gradi del progetto e la direzione lavori al titolare del progetto esecutivo. Viene infine previsto anche l'obbligo per la Pa di fare ricorso a società di project management per controllare l'operato in cantiere delle grandi imprese (con gara e spese a carico dei general contractor).

«È chiaro che quest'ultima parte interseca ladelega alla riforma degli appalti che è ora all'esame della commissione Lavori pubblici - dice la relatrice Di Giorgi -. Ho già preso contatti con il relatore di quella legge Stefano Esposito per fare in modo che le due deleghe in qualche modo vengano ricomposte in un unico testo». La parte che riguarda la tutela della qualità architettonica in generale, invece, dovrebbe continuare a viaggiare per conto proprio. «Quei principi hanno una loro autonomia che contiamo di poter conservare», conclude la relatrice.


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