Lavori Pubblici

La casa efficiente? Solo sulla carta

Massimo Frontera

Dal primo luglio requisiti più severi sulle prestazioni energetiche ma manca chi controlla e sanziona i progetti irregolari. Mario Cucinella: «Le imprese sono ancora impreparate e i controlli inefficaci». Fasano (Enea): «Consumi abbattuti del 15% ma serviranno sanzioni e corsi di formazione»

Gli edifici nuovi – o le ristrutturazioni oltre una certa soglia – i cui permessi di costruire saranno presentati agli sportelli comunali dopo il primo luglio prossimo segneranno uno spartiacque rispetto alla produzione edilizia attuale: cablati ma soprattutto efficienti dal punto di vista della prestazione energetica.

La principale novità si deve a una norma tecnica – sui cosiddetti requisiti minimi sull'efficienza energetica – che è stata varata dalla conferenza unificata, e che poi proseguirà il percorso fino alla pubblicazione in «Gazzetta». Il nuovo sistema di calcolo progettuale renderà gli edifici più efficienti sotto il profilo dei consumi. La data di applicazione parte appunto dal primo luglio 2015. La predisposizione alla banda ultralarga, sempre dal 1° luglio, è prevista dal decreto Sblocca Italia. Ma questo è solo l'inizio. Dal primo gennaio del 2017 la quota di consumo energetico da fonte rinnovabile dovrà passare dall'attuale 35% al 50 per cento. Il salto rappresenta una notevole ulteriore accelerazione verso l'efficienza. L'obbligo normativo – su tutti i nuovi edifici e sulle ristrutturazioni (oltre una certa dimensione) – sposterà gradualmente l'offerta su un prodotto edilizio avanzato, per un mercato più maturo ed esigente.
Il percorso verso il futuro è tracciato, almeno sulla carta. La traduzione in realtà delle norme è tutta un'altra faccenda. E qualche dubbio c'è.

«Il punto più debole credo sia l'efficacia di questi provvedimenti nella concretezza», dice l'architetto Mario Cucinella, progettista da sempre attento alle performance energetiche. E fa l'esempio di Casaclima a Bolzano: «Casaclima funziona perché c'è un controllo sulla fase di progettazione e di cantiere». La verifica dei progetti spetta ai Comuni, ma gli uffici tecnici non sono spesso adeguati al compito; e i controlli, quando ci sono, sono fatti sulla carta. «La Pa deve adeguarsi: fare i controlli», aggiunge Cucinella. Le imprese sono un altro aspetto su cui intervenire. «C'è una carenza nella fase della tecnica costruttiva. Serve un accompagnamento delle imprese con misure formative. Il tema è concreto: abbiamo obiettivi vicini e servono azioni anche associative per la formazione».

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