Lavori Pubblici

Catasto on line obbligatorio dal 1° giugno, ecco il provvedimento delle Entrate

Giuseppe Latour

Il provvedimento del direttore dell'Agenzia Rossella Orlandi - Dal 1° giugno la piattaforma «Docfa» non è più solo una facoltà, ma un obbligo - Eccezione: quando internet non funziona

Le pratiche per le variazioni catastali, a partire da giugno, passeranno solo dal canale telematico. L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento annunciato nelle scorse settimane dal direttore Rossella Orlandi. Le domande on line, che già adesso coprono il 75% delle procedure attivate ogni anno nel nostro paese, diventeranno l'unica strada possibile.

Gli uffici dell'amministrazione fiscale saranno disponibili solo per assistenza ed eventuali chiarimenti.

Stando al provvedimento del direttore n. 35112/2015 dell'Agenzia , a decorrere dal 1° giugno i professionisti iscritti agli Ordini professionali, abilitati alla predisposizione e presentazione degli atti di aggiornamento catastale, "utilizzano le procedure telematiche di cui al provvedimento del direttore dell'Agenzia 22 marzo 2005". Concretamente, bisognerà passare dal cosiddetto "Docfa ", il software che permette di compilare i modelli per le dichiarazioni di accatastamento dell'Agenzia delle Entrate. Una volta preperata la documentazione, fino ad ora il profesdsionista poteva andare fisicamente agli uffici provinciali delle Entrate oppure passare dalla piattaforma telematica "Sister".

Dal 1° giugno la piattaforma telematica diventa l'unica alternativa per una quantità notevole di procedure: secondo i numeri dell'Agenzia, al momento siamo a circa 1,6 milioni domande all'anno. In questo pacchetto sono incluse, tra le altre cose, le "dichiarazioni per l'accertamento delle unità immobiliari di nuova costruzione", le variazioni delle unità già censite, i frazionamenti.
Nella gran parte dei casi queste richieste passano già dall'on line. Al momento, a livello nazionale, siamo a circa il 75 per cento. Il problema, però, è che in alcune regioni il livello di applicazione è ancora piuttosto basso. Un caso a rischio è quello del Lazio. Qui a inizio 2015 siamo arrivati al 64% di procedure telematiche, ma con una percentuale molto alta di problemi dovuti a errori nelle procedure (il 35%). Anche per questo, l'Agenzia sta avviando proprio dal Lazio dei corsi via web che supportino le amministrazioni e i professionisti nell'utilizzo dei nuovi protocolli.
Comunque, il rapporto fisico con l'amministrazione non viene sospeso in maniera definitiva. In caso di funzionamento irregolare del servizio telematico, spiega il provvedimento, l'atto di aggiornamento potrà essere presentato presso l'ufficio territorialmente competente, ma sempre su supporto informatico, corredato da firma elettronica. Normalmente, poi, gli uffici saranno a disposizione di architetti, ingegneri e geometri per assistenza e chiarimenti.


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