Lavori Pubblici

Appalti, parte lo sprint per il Ddl che dovrà recepire le direttive europee

Giuseppe Latour

Il viceministro Nencini chiede al presidente della commissione Lavori pubblici Matteoli uno sprint lui lavori

Il Governo prova a rimettere in moto la delega appalti. Il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini ha scritto al presidente della commissione Lavori pubblici, Altero Matteoli per chiedere un'accelerazione dei lavori sul Ddl che dovrà recepire le direttive europee in materia. E questa accelerazione è destinata ad arrivare. Il relatore Stefano Esposito indica il calendario: termine per gli emendamenti intorno al 7 aprile e chiusura dell'esame entro la metà del mese. Tempi stretti che non significano un intervento di impatto minore sul testo. Anzi. "La nostra intenzione è riscrivere il disegno di legge che ci è arrivato dal Governo".

Cosa è successo finora
L'iter del disegno di legge dice molto sulla priorità che l'esecutivo gli ha dato negli ultimi mesi. E' stato presentato ufficialmente il 18 novembre scorso, dopo essere rimasto in attesa per diverse settimane. Prima dell'assegnazione ufficiale alla commissione Lavori pubblici e della nomina di un relatore, poi, sono serviti altri due mesi: il 7 gennaio il Ddl è stato incardinato formalmente. A quel punto, si è dovuto scontrare con una serie di impegni d'Aula, come l'elezione del presidente della Repubblica e il voto di alcune riforme. Così, le consultazioni di associazioni ed esperti sono partite a pieno ritmo solo a febbraio e stanno andando ancora avanti.

Ultima audizione martedì sera
Adesso, secondo il relatore Stefano Esposito "la commissione Lavori pubblici svolgerà le comunicazioni del ministro del Lavoro Poletti su alcuni aspetti giuslavoristici concernenti il recepimento delle nuove direttive europee". C'è da affrontare lo spinoso tema della continuità dei rapporti di lavoro in caso di appalti di servizi. Fatto questo colloquio martedì sera, "si chiuderà il lungo ciclo di audizioni informative svolte sul Ddl" e partirà l'esame di merito, "al fine di una rapida conclusione dello stesso".

La lettera di Nencini
Dopo settimane di melina, però, il Governo decide di rompere l'inerzia dei lavori in corso e interviene. Il viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini, ha spiegato ai senatori di avere appena inviato una lettera al presidente della commissione Altero Matteoli "per esprimere la preoccupazione circa l'allungamento dei tempi di esame del disegno di legge delega". Secondo Nencini, infatti, "pur tenendo conto del fitto calendario di impegni della commissione, anche in riferimento alle numerose audizioni informative", bisogna considerare che "il termine di recepimento delle direttive imposto dall'Unione europea (18 aprile 2016) è tassativo".
Insomma, c'è il rischio che di non avere tempo sufficiente per attuare la delega. Anche perché, in mezzo, c'è da considerare anche un altro passaggio alla Camera, che presumibilmente non si limiterà a un mero recepimento delle indicazioni del Senato. Sul punto, però, lo stesso Esposito precisa che "nelle scorse settimane siamo stati inondati da convocazioni dell'aula che hanno bloccato i lavori della commissione. Non si può pretendere che facessimo di più".

Riscrittura totale del testo
La polemica del relatore non si limita ai tempi. "A me non è stato mai detto ufficialmente, ma sento in giro che il ministero starebbe già lavorando a preparare il nuovo Codice. Lo dico chiaramente: se pensano di condizionare i nostri lavori in questo modo si sbagliano di grosso. Dovranno aspettare che il Parlamento faccia le sue scelte". Anche perché "noi ci stiamo orientando verso una riscrittura del testo, che ci consenta di inserire alcuni temi, come il débat public, il divieto di massimo ribasso negli appalti di servizi, il limite massimo di 200 articoli per il nuovo testo".


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