Lavori Pubblici

In vigore il Jobs Act «contratto a tutele crescenti», ecco le novità per l'edilizia

Alessandro Arona (con approfondimento di Fabio Antonilli)

Contenziosi ridotti in caso di licenziamento illegittimo per fine cantiere: sempre indennizzo al posto del reintegro - Novità anche nei casi di «falsi autonomi» - In vigore anche la nuova Aspi

Pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» con data 7 marzo, il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, «Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183» è entrato in vigore sabato scorso, appunto il 7 marzo.

Risultano confermate in pieno, senza modifiche dopo i pareri del Parlamento, le novità sul mercato del lavoro nelle costruzioni.
In particolare nei casi di licenziamento di fine cantiere, circostanza che da sempre costituisce giustificato motivo oggettivo per la risoluzione del rapporto di lavoro ma spesso generando contenzioso in merito all'obbligo sancito dalla giurisprudenza di reimpiego se possibile in altri cantieri della stessa impresa (o per le tematiche del mantenimento del posto ma con demansionamento), ora con l'entrata in vigore del Jobs Act, a carico dell'impresa in caso di illegittimità accertata da giudice non scatterà l'obbligo di riassunzione ma solo di indennizzo (proporzionale all'anzianità di servizio).

Novità per l'edilizia anche di cessione d'azienda o ramo d'azienda (i lavoratori mantengono l'articolo 18 se assunti prima del 7 marzo 2015) e sul passaggio di dipendenti da un'impresa all'altra negli appalti di servizi (anche facility management) in caso di subentro post-gara (i lavoratori perdono la tutela reale dell'articolo 18 se il subentro avviene dal 7 marzo 2015).

Novità in edilizia anche sul tema dei "falsi autonomi", in caso cioè di contenzioso sulla qualifica dei lavoratori in seguito ad accertamenti Inps-Inail o in seguito a ricorsi di sindacati o singoli lavoratori: se il giudice qualifica in giudizio il lavoro come subordinato, mentre prima scattava l'obbligo di assunzione a tempo indeterminato, ora basterà pagare un indennizzo, decorrente dal momento dell'inizio del lavoro (originariamente qualificato come autonomo).



In Gazzetta anche il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, «Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e diricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183» .

Anche in questo caso resta valido l'approfondimento a cura di Fabio Antonilli


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