Lavori Pubblici

Sanzioni Via e fatture elettroniche, parte l'esame del Ddl delega Ue

Giuseppe Latour

L'obiettivo è la semplificazione, armonizzazione e razionalizzazione delle procedure di valutazione di impatto ambientale

Riformare il sistema di valutazione di impatto ambientale, potenziando le sanzioni e disboscando la giungla delle altre autorizzazioni in materia. E' questo l'obiettivo verso il quale punta con decisione la direttiva 2014/52/Ce, che l'Italia si prepara a recepire nel quadro della legge di delegazione europea 2014. La discussione sul testo, nella versione approvata dal Cdm, è appena iniziata in commissione Politiche dell'Unione europea al Senato. Il Ddl, con relatrice Maria Cecilia Guerra, introduce innovazioni anche in un altro settore: le fatturazioni elettroniche negli appalti.

Autorizzazione integrata
Il pezzo più importante del nuovo disegno di legge è contenuto nell'articolo 8, che dà indicazioni sul recepimento della direttiva in materia di valutazione dell'impatto ambientale (2014/52/Ue). Il Governo, nell'esercizio della delega, dovrà seguire una serie di principi. Il primo è la semplificazione, armonizzazione e razionalizzazione delle procedure di valutazione di impatto ambientale, "anche in relazione al coordinamento e all'integrazione con altre procedure volte al rilascio di pareri e autorizzazioni a carattere ambientale". L'obiettivo di un sistema autorizzatorio integrato – dice la relazione di accompagnamento al testo – "consiste nell'introduzione di un sistema di autorizzazioni ambientali che consenta di evitare, per una stessa attività o progetto o impianto sottoposto a Via, l'instaurazione di diversi procedimenti da parte del soggetto richiedente". C'è, poi, il rafforzamento della qualità della procedura di valutazione d'impatto ambientale, "allineando tale procedura ai princìpi della regolamentazione intelligente (smart regulation)".

Ma l'attenzione maggiore andrà dedicata alle sanzioni: queste andranno riviste "al fine di definire sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive e di consentire una maggiore efficacia nella prevenzione delle violazioni". Inoltre, i proventi delle sanzioni andranno usati "per finalità connesse al potenziamento delle attività di monitoraggio ambientale" e di "verifica del rispetto delle condizioni previste nei provvedimenti di valutazione ambientale". La finalità di questi nuovi criteri dovrebbe condurre verso un passaggio dalla politica del mero controllo a quella della partecipazione dei soggetti coinvolti, in linea con il quadro europeo.

La fatturazione elettronica negli appalti
Nel pacchetto, poi, rientra anche il pieno recepimento della direttiva 2014/55/Ue in materia di fatturazione elettronica negli appalti pubblici. Si tratta, per la verità, di una materia sulla quale l'Italia è già parecchio avanti, dal momento che a partire dal prossimo 31 marzo tutti gli enti pubblici, incluse le amministrazioni locali, avranno l'obbligo di accettare soltanto fatture elettroniche per le loro forniture. Di fatto, quindi, il recepimento della direttiva si tradurrà soprattutto nel rispetto degli standard comuni al resto d'Europa in fase di emissione e trattamento delle fatture.
In base all'articolo 3 della direttiva, infatti, le fatture devono essere compatibili "con le norme
europee in materia di protezione dei dati" e coerenti "con il sistema comune per l'Iva". Si richiede, inoltre, che i formati siano "di facile applicazione dal punto di vista tecnico e tengano conto delle esigenze delle imprese e delle amministrazioni aggiudicatrici". L'articolo 6, poi, specifica "quali siano gli elementi essenziali di una fattura elettronica, con riferimento all'identificazione della fattura medesima e del relativo processo di fatturazione, al periodo di fatturazione, alle informazioni che essa deve necessariamente contenere e ad altri elementi essenziali". L'articolo 7 indica anche quali sono le modalità di ricezione ed elaborazione delle fatture. L'Italia ha tempo per adeguarsi fino al 27 novembre del 2018.


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