Lavori Pubblici

Angaisa: controlli, sanzioni e una circolare per i gas fluorurati

Giuseppe Latour

L'associazione che riunisce le imprese di distribuzione del settore idrotermosanitario analizza le regole in vigore dal lato di chi vende i prodotti che contengono gli F-gas

Avvio di controlli e sanzioni e, in contemporanea, varo di una circolare che consenta di chiarire alcuni passaggi poco comprensibili delle norme in vigore. Angaisa, l'associazione che riunisce le imprese di distribuzione del settore idrotermosanitario, analizza le regole in vigore in materia di gas fluorurati , stavolta non con l'ottica degli installatori di impianti, ma dal lato di chi vende i prodotti che contengono gli F-gas. E, dopo avere spiegato in maniera chiara quali sono le coordinate della legge chiave in materia (il regolamento Ue n. 517/2014), mette in fila una serie di richieste per il Governo: servono integrazioni, interventi attuativi, chiarimenti.

Lo stato dell'arte
"La fase attuale – dicono dall'associazione - è quella che l'Unione europea ha identificato con la dicitura "Phase down" (ovvero eliminazione graduale degli F-gas)". Questa fase "prevede che i gas fluorurati vengano prima limitati e poi tolti con gradualità dal mercato mentre, nel contempo, si introdurranno nuovi gas refrigeranti di sintesi". Dopo il 2020 è previsto il ritorno ai refrigeranti naturali, come l'ammoniaca e il biossido di carbonio. Al momento solo i soggetti dotati di apposita certificazione (il patentino del frigorista) possono lavorare con prodotti che contengono questi gas.

Quadro incompleto
In questo periodo di transizione, però, servono interventi decisi da parte del Governo. Per Angaisa i ministeri devono attivarsi "tempestivamente per completare un quadro normativo che presenta ancora alcune zone d'ombra e che può quindi causare comportamenti non omogenei all'interno del mercato da parte dei diversi operatori". Esiste, in primo luogo, un problema di certezza delle regole. "Permangono – dicono dall'associazione - dubbi in merito ad alcune modalità applicative del regolamento, in particolare per quanto concerne la cessione di apparecchiature non ermeticamente sigillate contenenti F-gas ad imprese non certificate e a privati". Sarebbe opportuno rendere "esplicite e inequivocabili" le regole da seguire per essere in grado di dimostrare che l'impresa è certificata.

Sanzioni e controlli
Altro tema importante è quello delle sanzioni. "In base all'articolo 25.1 del regolamento n° 517 – continuano da Angaisa - gli Stati membri emanano norme sulle sanzioni da applicare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutti i provvedimenti necessari per garantire l'applicazione di tali norme. Le sanzioni emanate dovranno essere efficaci, proporzionate e dissuasive". Sanzioni che, però, nel nostro paese non ci sono ancora. "E' fondamentale che l'Italia dia al più presto attuazione a quanto previsto, onde evitare che il comportamento scorretto di pochi possa favorire un vero e proprio circolo vizioso".

Complementare a questa, è la questione dei controlli. "Analogamente – dicono dall'associazione - si dovranno individuare in termini chiari e inequivocabili gli organi di controllo ai quali verranno demandate le verifiche, da cui conseguiranno le relative sanzioni, definendone le tipologie, in relazione ai diversi oneri posti a carico dei singoli operatori (produttori, distributori, installatori)". Perché le regole siano applicate in maniera corretta, cioè, bisogna articolare un regime sanzionatorio chiaro e, in aggiunta, un sistema di controllo e di vigilanza.

Lettera al Governo
Tutto questo ragionamento è oggetto di una richiesta che Angaisa avanza al Governo. L'associazione, infatti, "sottoporrà queste prime osservazioni ai ministeri competenti per sollecitare l'adozione di ulteriori misure attuative, nonché l'emanazione di una circolare che possa chiarire gli aspetti ancora controversi". Nel frattempo, "continueremo a mettere a disposizione delle aziende associate e dell'intero settore le indicazioni e le linee-guida più idonee per tutelare le imprese e aiutarle a rendersi adempienti rispetto a quanto previsto dalla nuova disciplina introdotta dal Regolamento n.° 517/2014".


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