Lavori Pubblici

Protezione civile, Delrio: «Riforma sarà traguardo storico»

Alessia Tripodi

Il sottosegretario in audizione alla Camera sulla legge di riordino del sistema: «Nel 2015 in arrivo oltre 220 milioni per le emergenze»

«Sarà una cosa storica se riusciremo a fare la riforma del sistema di protezione civile». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, in audizione alla commissione Ambiente della Camera, che sta esaminando la proposta di legge delega per il riordino della materia. Un testo che, oltre al riordino dell'attribuzione delle funzioni alle diverse strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile e della disciplina dello stato di emergenza e delle procedure finanziarie, punta anche a promuovere la partecipazione dei cittadini attraverso un maggior sostegno al volontariato.

Un modello multiforme
«La legislazione del '92 - ha ricordato Delrio - ha dato un contributo importante, ma ora manca una prospettiva programmatica unitaria, anche perchè nel corso degli anni ci sono stati diverse tornate di modifiche che hanno reso la normativa di difficile interpretazione, facendo diventare più complicato l'intervento governativo». Ora, quindi, per il sottosegretario «il modello di protezione civile deve andare nella direzione di un sistema multiforme e capace di attivare tanti soggetti. L'esperienza centralistica degli anni '80 si è dimostrata infatti fallimentare e quindi è necessario l'incardinamento del sistema presso la presidenza del Consiglio ministri».
Per Delrio «Occorre una riflessione approfondita su diversi temi: bisogna abbreviare i tempi per la valutazione del ricorso allo stato di emergenza, accelerando la stima dei fabbisogni, assicurare la funzionalità dei poteri ordinari, garantire norme uniformi su tutto il territorio nazionale per evitare le rilevantissime disparità di trattamento che oggi si verificano».
Nel dettaglio, la proposta di legge delega all'esame della Camera delega il Governo a intervenire in diversi ambiti, tra i quali la previsione dei rischi naturali e la gestione delle emergenze; i compiti affidati alla struttura nazionale di coordinamento della Presidenza del Consiglio, ai sindaci e alle autorià locali; la disciplina dello stato di emergenza e delle procedure finanziarie e contabili; la partecipazione dei cittadini; il coordinamento degli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei territori e delle infrastrutture dopo l'evento calamitoso, comprese le azioni per favorire la ripresa economica delle imprese e strutture produttive danneggiate.

I fondi in campo

Il sottosegretario ha infine ricordato che «nella legge di stabilità del 2014 abbiamo trovato 70 milioni di euro per la Protezione civile e nel 2015 partiremo con oltre 220 milioni di euro per il fondo nazionale delle emergenze e quindi avremo meno ansia. Ci sono inoltre 600 milioni di euro pronti su progetti cantierabili per il piano contro il dissesto idrogeologico ed è vicina l'intesa sul servizio meteorologico nazionale distribuito. Solo noi e la Grecia abbiamo un servizio meteo gestito da militari».


© RIPRODUZIONE RISERVATA