Lavori Pubblici

Ecoreati, Governo e associazioni: «Passo importante, ora tempi rapidi per l'ok definitivo»

Giuseppe Latour

Coro di reazioni positive al via libera del dl al Senato. Realacci: «Evitiamo nuovi casi Eternit» - Galletti: «Un nuovo ruolo per le imprese»

L'approvazione deldisegno di legge sugli ecoreati in seconda lettura al Senato viene accolta da un coro di reazioni positive, sia nel Parlamento che tra i banchi del Governo. Le associazioni ambientaliste, impegnate da anni nella battaglia per il suo varo, chiedono allora che l'ultimo passo necessario arrivi in tempi rapidi: Montecitorio deve immediatamente calendarizzare il testo e licenziarlo nella versione uscita da Palazzo Madama, rendendolo legge.

Realacci: evitiamo nuovi casi Eternit
Il disegno di legge porta la firma del presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, che racconta: «E' un passo avanti importante e a lungo atteso. Si avvicina, dunque, il traguardo di rendere le nostre normative adeguate ai sempre più diffusi reati contro l'ambiente e la salute dei cittadini. Un obiettivo atteso da tempo e per cui si sono battute con forza alcune delle maggiori associazioni italiane». Il lavoro, però, non è finito. «Ora è importante che la Camera dia nel più breve tempo possibile e senza cambiare neanche una virgola il via libera definitivo al testo della legge così come approvato dal Senato. Perché in futuro non ci siano più casi Eternit o Bussi».

La spinta del Governo
Soddisfazione anche dal Governo. Per il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, il voto di mercoledì «è un segnale di grande sensibilità e attenzione nei confronti di un tema, il contrasto ai crimini contro l'ambiente, di stringente urgenza per l'intero Paese. Siamo ormai all'ultimo miglio di un passaggio storico: chiedo alla Camera di fare presto e di approvare questo testo senza ulteriori modifiche. C'è assoluta necessità di avere quanto prima a disposizione queste nuove norme per stroncare i business criminali che si arricchiscono inquinando il nostro territorio».
Anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando esprime approvazione: «Mi ero impegnato a portarlo a termine già due anni fa, quando ero ministro dell'Ambiente. Il passaggio di oggi al Senato è perciò motivo di grande soddisfazione per me», in quanto corona quell'impegno. Il ministro sottolinea anche come il provvedimento «non individua solo nuovi reati, non si limita a inasprire le sanzioni, ma consente anche ai reati minori la possibilità di estinguersi, offrendo la possibilità alle imprese che intendono collaborare di diventare soggetto di recupero ambientale».

Le associazioni ambientaliste
Insomma, tutti sembrano convergere verso l'approvazione definitiva del testo. Per questo, le associazioni ambientaliste, impegnate da tempo a promuoverlo, chiedono lo sforzo finale. «Dopo il voto di oggi al senato, l'Italia è sulla buona strada per dotarsi finalmente di una normativa penale adeguata per l'effettiva tutela dell'ambiente», dicono dal Wwf. E auspicano «una rapida e definitiva approvazione della proposta di legge». L'introduzione nel Codice «dei nuovi delitti di disastro ambientale, inquinamento ambientale, delitti colposi contro l'ambiente, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, ricomprese nella proposta di legge approvata oggi dal senato, mette a disposizione della magistratura e delle forze dell'ordine strumenti efficaci per tutelare il bene giuridico ambiente e rendere veramente efficace il contrasto degli illeciti ambientali».
Anche Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente ed Enrico Fontana, coordinatore nazionale di Libera, spiegano in una nota congiunta: «Dopo il voto a larghissima maggioranza del Senato, siamo vicinissimi all'approvazione definitiva di una legge che aspettiamo da oltre venti anni. La Camera dei deputati metta subito all'ordine del giorno dei lavori il disegno di legge sugli ecoreati e approvi senza fare modifiche questa riforma di civiltà per fermare una volta per tutte i ladri di futuro. La tutela dell'ambiente, della salute e della parte sana dell'economia non possono più aspettare».


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