Lavori Pubblici

Nuove scuole, Dm mutui in «Gazzetta» il decreto che sblocca 850 milioni

Massimo Frontera

Approda finalmente alla pubblicazione il decreto 23 gennaio con i criteri per la concessione dei mutui a lungo termine per investimenti nelle scuole

Arriva in «Gazzetta» il cosiddetto decreto mutui, il provvedimento Miur-Mef firmato il 23 gennaio che consentirà di realizzare nuovi interventi di edilizia scolastica con una dote che valutata intorno agli 850 milioni da utilizzare per accendere mutui trentennali ripagati dallo Stato. Il provvedimento approda solo ora sulla «Gazzetta Ufficiale» (del 3 marzo 2015). Un lasso di tempo che però ha impattato sulla complessa serie di scadenze previste dal provvedimento. Per questo motivo, in coincidenza della pubblicazione in «Gazzetta» il ministero ha diramato una comunicazione informale segnalando che tutte le scadenze indicate nel provvedimento subiranno uno slittamento di 30 giorni, segnalando in particolare che il nuovo termine per trasmettere i piani triennali al ministero dell'Istruzione è fissato al 30 aprile.

Le scadenze attuali (che saranno prorogate)
Il decreto in «Gazzetta» prevede che entro il 31 marzo le regioni dovranno aver raccolto gli interventi di edilizia scolastica segnalati dal territorio. Interventi che vanno organizzati in un piano triennale per poi essere inviati al ministero dell'Istruzione.
Il 30 aprile ci sono altre due scadenze importanti: dovranno essere autorizzati i mutui (con decreto Miur-Mef-Infrastrutture). Entro la stessa data il ministero dell'Istruzione deve definire una programmazione unica nazionale.
È invece già trascorso il termine del 15 febbraio entro il quale il Miur avrebbe dovuto ripartire fra le regioni le somme sui cui queste possono fare conto per accendere i mutui. L'autorizzazione alla stipula fa scattare il termine di 15 giorni entro il quale vanno bandite le gare. Se l'autorizzazione arriva effettivamente il 30 aprile il termine diventa il 15 maggio. Infine, entro il 30 settembre 2015, i lavori dovranno essere aggiudicati, almeno in via provvisoria.

Proroga di 30 giorni in arrivo per tutti i termini
Visto il ritardo con il quale è stato pubblicato il testo, come si diceva il governo ha deciso uno slittamento di 30 giorni per tutti i termini previsti dal decreto. La miniproroga dovrebbe essere stabilita con un decreto legge da approvare nella prima riunione utile del Consiglio dei ministri. La decisione è stata anticipata nella serata del 3 marzo dal ministero dell'Istruzione, con una nota a firma del capodipartimento competente per l'edilizia scolastica , nella quale si informavano appunto le Regioni dello slittamento di 30 giorni per tutti i termini previsti, invitando comunque gli enti territoriali «ad avviare, nel frattempo, tutte le procedure per la predisposizione delle propria programmazione in tema di edilizia scolastica». La proroga, specifica un comunicato dell'associazione dei comuni, «è stata richiesta congiuntamente da Anci, Upi e Regioni nell'ambito dell'Osservatorio dell'edilizia scolastica». La nota del Miur conferma espressamente il nuovo termine del 30 aprile 2015 per l'invio dei piani triennali al Miur. Per tutte le altre scadenze si limita a informare che è in corso di adozione un decreto interministeriale «di proroga di 30 giorni di tutti i termini previsti all'interno del decreto del 23 gennaio 2015».

I piani regionali, le indicazioni delle Regioni
Oggi intanto, le Regioni hanno dato le prime indicazioni sui progetti da selezionare per definire i piani da sottoporre al ministero delle Infrastrutture. Piani, specifica una nota delle regioni, «che
dovranno essere redatti nel rispetto dei principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità». Questi i dieci criteri guidi cui gli enti locali devono attenersi:
a) avanzato livello di progettazione;
b) riedificazione o riqualificazione di immobili in stato di pericolo o inagibili, i cui interventi siano volti alla completa e definitiva rimozione delle condizioni di pericolo o inagibilità misurato attraverso il rapporto tra la prestazione specifica offerta dall'edificio ante operam ed il fabbisogno specifico soddisfatto post operam;
c) completamento dei lavori già iniziati e non completati per mancanza di finanziamento misurato attraverso il rapporto fra il costo dell'intervento di completamento e il costo degli interventi già sostenuti;
d) rispondenza del progetto alle specifiche esigenze didattiche misurato attraverso il rapporto fra prestazione specifica offerta dall'edificio ante operam e il fabbisogno specifico soddisfatto post operam;
e) eventuale quota di cofinanziamento da parte degli enti locali misurata in percentuale dell'intervento a carico del bilancio degli Enti locali;
f) quantificazione del risparmio energetico misurato attraverso il numero di classi di miglioramento energetico dell'edificio;
g) rilascio di superfici in affitto a titolo oneroso misurato in euro/anno;
h) eventuale coinvolgimento di investitori privati misurato in percentuale dell'intervento a carico dell'investitore privato;
i) edificio scolastico ricompreso in processi di riqualificazione urbana;
l) ulteriori criteri definiti a livello regionale sulla base di specificità territoriali, tenendo conto in particolare delle aree a rischio sismico e a rischio idrogeologico.

Il testo del decreto
La nota del MIUR sulla proroga dei termini


© RIPRODUZIONE RISERVATA