Lavori Pubblici

Anie: «Attestare i requisiti con il documento di gara europeo»

Giuseppe Latour

Le proposte che le imprese delle imprese del settore elettrico ed elettrotecnico aderenti a Confindustria hanno illustrato alla commissione Lavori pubblici del Senato

Introdurre il partenariato per l'innovazione. Valutare la capacità tecnica degli operatori economici nell'ambito della qualificazione. Utilizzare il Documento unico di gara europeo per attestare i requisiti. Sono le proposte più importanti che Anie Confindustria, la sigla che riunisce le imprese elettriche ed elettrotecniche, ha portato martedì mattina in commissione Lavori pubblici al Senato. Le audizioni di associazioni ed esperti su come migliorare il Ddl delega di recepimento delle direttive europee in materia di appalti volgono così al termine. Nei prossimi giorni si comincerà a parlare degli emendamenti al testo.

A parlare per Anie è stata Maria Antonietta Portaluri, direttore generale dell'associazione, che è partita dalla necessità di «rivedere il codice in chiave moderna, facendo un'opera coraggiosa e riducendo gli oneri documentali» e, allo stesso tempo, di «riconoscere nel codice il ruolo dell'innovazione tecnologica». Questi principi di carattere generale si declinano attraverso una serie di cambiamenti concreti.

Si parte dalla centralizzazione della committenza. «Va fatta ma a condizione che ci sia anche una migliore formazione delle stazioni appaltanti. Non bisogna solo accorpare la spesa ma si deve cercare di aumentare la conoscenza del mercato, formando la Pa anche su temi legati all'innovazione». Proprio l'innovazione è uno degli elementi guida dell'audizione, perché oggi il Codice non la considera. Per invertire questa tendenza, «chiediamo che si faccia un cenno al partenariato per l'innovazione, del quale si parla nelle direttive: si tratta di uno strumento che prevede l'attività preventiva di ricerca e sviluppo nell'ambito del partenariato pubblico privato».

Sui criteri di aggiudicazione, «le direttive vanno verso l'offerta economicamente più vantaggiosa. Oggi anche le gare tecnologiche, invece, vanno spesso al prezzo più basso. Bisogna, allora, individuare con precisione per quali forniture e servizi più standardizzati si può scegliere il criterio del prezzo più basso e per quali, invece, occorre l'offerta economicamente più vantaggiosa». Sui sistemi di qualificazione, «bisogna rimettere mano all'attuale qualificazione, perché le categorie devono rispondere all'evoluzione tecnologica». Va superato «il principio per il quale chi è qualificato nella prevalente prende tutto, va rivisto enfatizzando le specialistiche. E prevedendo dei requisiti ulteriori rispetto a quello delle Soa, per favorire l'innovazione». Oltre ai criteri reputazionali vanno considerate anche la capacità tecnica e tecnologica.

Una vera rivoluzione sarebbe necessaria sulla prova dei requisiti in fase di gara. «Il sistema Avcpass ha fallito, per questo dobbiamo rafforzare il criterio della riduzione degli oneri documentali. La nostra proposta è di ridurre i documenti da presentare, facendo riferimento al Documento di gara unico europeo. Si tratta di un'autodichiarazione di tutti i requisiti per tutte le gare: in una seconda fase sarà possibile fare le verifiche. Solo così si introduce una vera semplificazione». A corredo di questa novità, bisogna «dequotare i meri vizi formali ed escludere le imprese dalle gare solo in presenza di cause ostative alla partecipazione».

Tutti i documenti depositati dalle associazioni in audizione presso la commissione Lavori pubblici del Senato


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