Lavori Pubblici

«Dallo split payment colpo fatale alle Pmi, speriamo nell'aiuto di Bruxelles»

Giuseppe Latour

Il presidente di Ance Cuneo che ha scritto a Moscovici: la proroga e l'aumento dell'anticipo prezzi non compensano il danno

«Speriamo che Bruxelles ci dia una mano, perché questa norma ammazza le imprese di costruzioni, soprattutto piccole e medie». Filippo Monge, presidente di Ance Cuneo e della Cassa edile di Cuneo è l'uomo che ha preso carta e penna e scritto al commissario Pierre Moscovici per contestare le novità in materia di Iva, introdotte dall'ultima legge di stabilità. Secondo lui, al di là degli effetti di recupero dell'evasione, la norma sullo split payment crea un circolo vizioso che rischia di azzoppare le aziende del suo settore.

Che problemi sta creando lo split payment?
Grandissimi. Quelli che hanno fatturato alla pubblica amministrazione sono già in difficoltà, perché questa norma sta ulteriormente comprimendo la loro liquidità, al di là dei normali ritardi nei pagamenti.

Per quale motivo?
Il sistema edile italiano è popolato di pmi che, se confrontate con altri settori, sono di dimensione decisamente più piccola. Questa situazione di nanismo imprenditoriale è un limite fortissimo. E adesso, dopo sette anni di crisi, arriva un provvedimento a causa del quale non possiamo incassare l'Iva e utilizzare le normali partite di giro per agevolare la nostra situazione finanziaria.

Si parla di rimborsi…
La questione è che le pmi non hanno il tempo e il personale per mettersi dietro alla burocrazia. Attivare una pratica di rimborso significa perdere tempo e carta. Una nanoimpresa non può illudersi di accedere all'universo dei rimborsi, perché non ne ha la forza, non ne ha la capacità finanziaria. E, comunque, le nostre imprese non credono che si possa accelerare rispetto ai tempi lenti a cui siamo abituati.

Per questo sperate nell'intervento dell'Ue?
Abbiamo scritto a Moscovici, che mi ha prontamente risposto. E mi ha detto che sta seguendo da vicino la situazione. Un atteggiamento che ci ha molto colpito, visto che i parlamentari italiani solitamente non hanno la stessa apertura. Speriamo che Bruxelles intervenga e blocchi tutto.

Intanto, in molti si stanno organizzando.
L'Ance ha già creato un vademecum su come fare fronte a questa novità in termini organizzativi. Ma voglio ancora sottolineare che si tratta di un cambiamento inapplicabile per i piccoli. Gli investimenti pubblici sono ridottissimi. Se prima una piccola gara era popolata da dieci operatori, oggi ce ne sono 150. Lo split payment, in un contesto del genere, ammazza il mercato.

La proroga dell'anticipo prezzi compensa il danno?
No, certamente non basta a compensare i danni che arriveranno in termini di compressione della liquidità. È un'agevolazione sulla quale c'è una discussione da anni. E, comunque, se le amministrazioni non hanno soldi in cassa serve a poco. Bisogna riattivare il circuito degli investimenti sulle piccole opere.


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