Lavori Pubblici

Autorizzazione unica ambientale, ok al modulo standard: in vigore dal 30 giugno

Massimo Frontera

La conferenza unificata ha dato l'ok al modulo unico semplificato per gli interventi che l'imrpesa deve chiedere allo sportello unico attività produttive

È arrivata al traguardo un'altra importante tappa verso lo snellimento delle procedure autorizzative. I tecnici del ministero della Semplificazione hanno raggiunto un ulteriore obiettivo tra quelli fissati dall'agenda governativa per la semplificazione. Dopo i moduli unici in materia edilizia di Scia, permesso di costruire, Cil e Cila, è stato infatti definito anche lo schema standardizzato a livello nazionale per chiedere l'Autorizzazione unica ambientale per interventi su impianti produttivi e per la produzione di energia da fondi rinnovabili.
Lo schema è destinato a prendere il posto dei vari moduli ora in vigore nelle diverse regioni. La scadenza per adeguarsi è fissata al 30 giugno, come prevede la bozza di Dm Ambiente-Semplificazione-Sviluppo che è stato ratificato dalla conferenza unificata del 26 febbraio scorso.
Come per i precedenti schemi, il lavoro dei tecnici della Semplificazione ha richiesto un approfondito confronto tecnico con Regioni ed Enti locali, confronto allargato anche alle rappresentanze di imprese e professionisti.
Il modulo di istanza Aua è ben più corposo dei precedenti schemi finora approvati in materia edilizia, in ragione della grande varietà di possibili interventi ti tipo ambientale che le piccole e medie imprese hanno interesse a richiedere relativamente agli impianti produttivi. Lo schema unificato si compone di una sessantina di pagine (lo schema è anche scaricabile dal sito www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com). Vengono inoltre fornite utili linee guida per redigere le relazioni tecniche relative ai diversi interventi da assentire. I vademecum più dettagliati sono quelli che descrivono il recupero dei rifiuti pericolosi e non pericolosi.
La bozza di decreto che accompagna lo schema unificato prevede che «le Regioni, entro il 30 giugno 2015, adeguano i contenuti del modello adottato con il presente decreto, in relazione alle normative regionali di settore». Inoltre, Regioni ed Enti locali «garantiscono la massima diffusione» dello schema stesso.

Premiata la best practice della Lombardia
Il lavoro di semplificazione coordinato a livello governativo rappresenta l'inversione di rotta rispetto alla grande varietà a livello regionale e locale che si è sviluppata grazie alle competenze esclusive e concorrenti scaturite dalla revisione del Titolo quinto della Costituzione avviata a partire dal 1998 ed entrata in vigore nel novembre del 2001.
In questo percorso di razionalizzazione si è quindi andati un po' ritroso nel tempo ma si anche cercato di fare tesoro delle migliori esperienze.

Ad esempio, in materia edilizia è stato apprezzato il lavoro di semplificazione condotto dall'Emilia Romagna. Regione che, a sua volta, aveva predisposto – e progressivamente imposto – schemi unici per tutti i comuni del territorio.
Analogamente, per quanto riguarda le istanze di autorizzazione unica ambientale che le imprese devono presentare agli sportelli attività produttive, la best practice è stata individuata nello schema messo a punto dalla Regione Lombardia, schema che è stato sostanzialmente ripreso dal modulo unico semplificato nazionale. Anche in questo caso, come l'Emilia Romagna, anche la Lombardia aveva definito uno schema unico regionale da rendere disponibili in tutti gli uffici attività produttive del territorio. Schema che è stato approvato definitivamente nel giugno 2014 e la cui adozione è diventata obbligatoria a partire dal 1 novembre successivo. Schema che – entro il termine massimo del 30 giugno – dovrà cedere il posto al nuovo (ma simile) schema unico nazionale.

«A circa due anni dall' entrata in vigore del provvedimento che ha introdotto l'autorizzazione unica ambientale a livello nazionale - ha detto il coordinatore degli assessori finanziari in Conferenza delle regioni e assessore all'Economia e alla semplificazione della Regione Lombardia Massimo Garavaglia - i ministeri dell' Ambiente e della Semplificazione e Pubblica Amministrazione stanno per adottare un modello semplificato e unificato». Si tratta, ha aggiunto, di «un passo avanti che il governo è riuscito a definire dopo quasi due anni la modulistica nazionale soprattutto grazie al fatto che l'anno scorso la Regione Lombardia, su input del presidente Roberto Maroni, ha approvato, unica Regione, una propria modulistica Aua poi presa come modello per quella nazionale».
«La Lombardia - ha voluto ricordare Garavaglia - ha partecipato alla definizione dei contenuti tecnici della modulistica nazionale Aua, trasferendo al tavolo nazionale l'esperienza acquisita dall'operatività del modello regionale che, ricordo, è online dal giugno del 2014». Oltre allo schema, la regione Lombardia ha portato in dote a livello nazionale il divieto di chiedere all'impresa dati, titoli e informazioni di cui la Pa è già in possesso e «l'approccio digitale e di interoperabilità nella gestione dei procedimenti Aua».


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