Lavori Pubblici

Cadute dall'alto, marchio «Ce» solo sui dispositivi amovibili e trasportabili

Massimo Frontera

Tutti i dispositivi anticaduta non incorporati nell'edificio - precisa il ministero del Lavoro - rientrano nell'ambito dei Dpi regolati dal dlgs n.475/1992

Con una circolare diffusa il 13 febbraio scorso, il ministero del Lavoro ha fornito chiarimenti sui dispositivi di ancoraggio per eseguire lavori in altezza. In particolare il dicastero ha precisato la differenza tra due diverse tipologie di ancoraggi protettivi contro il rischio di caduta: quelli amovibili e quelli permanenti. I primi seguono il lavoratore; i secondi restano fissati alla struttura. Ne consegue, precisa la circolare, che quelli inamovibili non devono soddisfare gli obblighi previsti dalla normativa specifica sui dispositivi di protezione individuale (di cui al D.lgs. 475/92) ma devono essere conformi al Regolamento Europeo 305/2011 dei prodotti da costruzione, in vigore dal 2013.

Sulla questione erano pervenute al ministero «numerose richieste di chiarimenti» proprio riguardo all'utilizzo - durante l'esecuzione di lavori in quota - dei dispositivi di ancoraggio «cui vengono collegati sottosistemi per la protezione contro le cadute dall'Alto». I chiarimenti, assicura il ministero del Welfare, vengono forniti d'intesa con il ministero delle Infrastrutture e Inail.

Preliminarmente, la circolare precisa che i sistemi sono di due tipi: «quelli che seguono il lavoratore, installati non permanentemente nelle opere di costruzione e che sono quindi caratterizzate dall'essere amovibili e trasportabili». Si tratta appunto dei cosiddetti Dpi, dispositivi di protezione individuale.
Altra cosa sono i «dispositivi installati permanentemente nelle opere stesse, e che pertanto sono caratterizzati dall'essere fissi e non trasportabili». «È opportuno precisare - aggiunge la circolare - che ad avviso delle scriventi amministrazioni, rientrano in tali fattispecie tutti i dispositivi o sistemi che non seguono il lavoratore alla fine del lavoro, ma restano fissati alla struttura, ancorché taluni componenti del dispositivo o sistema siano "rimovibili", perché, ad esempio avvitati ad un supporto».

La conclusione è che solo i dispositivi del primo tipo possono essere considerati "Dpi" come definiti dal decreto legislativo n.475 del 1992 di recepimento delle direttive europee e - dunque - devono riportare la relativa marcatura Ce. Quanto ai dispositivi fissi «si ritiene che siano da considerare prodotti da costruzione e come tali rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (Ue) n.305/2011».

La circolare del ministero del Lavoro n.3/2015


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