Lavori Pubblici

Rifai il look all'hotel? Credito di imposta fino a 200mila euro: il decreto

Alessandro Lerbini

Il ministero dei Beni culturali ha inviato lo schema del testo per il parere della conferenza unificata. Previsto un credito d'imposta del 30% per un massimo di 200mila euro

Si avvicina al traguardo la questione delle agevolazioni fiscali per le opere di riqualificazioni degli alberghi. La norma del governo sul credito di imposta del 30% per gli investimenti destinati a rinnovare e rendere più accessibili le strutture ricettive era ancora al palo perché mancava il relativo decreto attuativo. Ora l'ufficio legislativo del ministero dei Beni e delle attività culturali ha inviato lo schema del decreto per il parere della conferenza unificata. Vista l'urgenza del provvedimento, l'argomento è stato inserito all'ordine del giorno della seduta inizialmente prevista per giovedì 19 febbraio ma poi sconvocata il giorno prima con una comunicazione apparsa in serata sul sito della presidenza del consiglio.

Si tratta di una misura attesa per la ripresa economica e il rilancio dell'occupazione (il 29 luglio 2014 il Parlamento ha convertito in legge il decreto del governo sull'art bonus, che prevedeva misure importanti per i beni culturali e le strutture albreghiere), sulla quale le imprese turistiche avevano fatto affidamento già dal settembre scorso e che era stata finanziata con 20 milioni di euro per il 2015. La copertura è di 50 milioni di euro per ciascuno anno dal 2016 al 2019

L'articolo 10, comma 1, del decreto legge 83/2014 introduce un credito d'imposta del 30%, a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto e per i due anni successivi, per sostenere gli interventi di riqualificazione delle strutture ricettive italiane, al fine di favorire un generale miglioramento degli standard medi di qualità.

Il credito d'imposta, riservato alle strutture turistiche esistenti al 1° gennaio 2012, è riconosciuto fino a un massimale di 200mila euro ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo (utilizzabile esclusivamente in compensazione).

Il decreto attuativo
Il testo stabilisce che per struttura alberghiera si intende una struttura aperta al pubblico con non meno di sette camere. Rientrano nelle agevolazioni alberghi, villaggi albergo, residenze turistiche, alberghi diffusi, condhotel e marina resort.

Per interventi edilizi sono comprese le opere per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, i servizi igienico-sanitari, il frazionamento o l'accorpamento di unità immobiliari purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso, le opere di restauro e di risanamento conservativo, gli interventi di incremento dell'efficienza energetica, le opere sull'involucro edilizio, gli impianti di climatizzazione.

Inoltre le agevolazioni riguardano le spese e l'acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente alle strutture alberghiere come cucine, frigoriferi e congelatori, forni, macchine per il lavaggio, tavoli, scrivanie, mobili, letti, materassi, gazebo, pergole, ombrelloni, tende da sole, zanzariere, arredo bagno, attrezzature per parchi giochi, sportive e per centri benessere.

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