Lavori Pubblici

Efficienza energetica, ecco come semplificare i regolamenti edilizi per risparmiare in bolletta

Massimo Frontera

Le proposte di Enel e Legambiente da inserire nello schema di regolamento edilizio unico su cui lavora il ministero della Semplificazione, frutto di un'analisi dei 1.182 regolamenti edilizi che hanno regolamentato interventi di miglioramento energetico e sostenibilità

Per spianare la strada all'efficienza energetica degli edifici bisogna partire dai regolamenti edilizi, cercando di mettere a fattore comune le migliori regole previste dagli enti locali più avanzati. È questa la conclusione dello studio curato da Legambiente ed Enel. Lo studio è il risultato di un lavoro certosino condotto su 1.182 regolamenti edilizi comunali che includono parametri di sostenibilità, prendendo in esame 20 elementi che migliorano il rendimento energetico della struttura immobiliare (dagli infissi alla geotermia, dal fotovoltaico alle biomasse, dai tetti verdi alle pompe di calore). Il lavoro vuole essere un contributo concreto e operativo per il tavolo del ministero della Semplificazione, dove, proprio in questi giorni, si sta avviando il lavoro per definire lo schema di regolamento edilizio unico (da adottare entro l'anno, secondo l'agenda governativa).

Lo studio Enel-Legambiente rende evidente quanto la diversità delle prescrizioni regolamentari ostacolano di fatto la messa in opera di tecnologie di immediato beneficio per gli utenti, oltre che per l'ambiente. Ma può essere letto anche come una base importante per individuare "best practice" da rendere omogenee, superando la scala del campanile.
Alcuni esempi. La contabilizzazione del calore: ci sono 326 enti locali che l'hanno resa obbligatoria, nelle nuove case e nelle ristrutturazioni. Ci sono poi 419 comuni che prevedono l'obbligo di una ventilazione meccanica forzata nelle case. Il comune bergamasco di Casirate d'Adda viene indicato come uno dei migliori esempi: l'obbligo riguarda solo gli edifici pubblici mentre per le case private è facoltativo. In altri casi (228 enti) i regolamenti prevedono l'allaccio obbligatorio alla rete di teleriscaldamento. La certificazione energetica è largamente diffusa (557 comuni la prevedono) ma con una notevole gamma applicativa.

Una vastità di regole in cui l'esigenza principale è la chiarezza. «Serve una indicazione chiara su costi e consumi energetici della casa in cui si andrà a vivere», afferma lo studio, prevedendo anche «costi amministrativi e di istruttoria standard». Il secondo obiettivo è semplificare l'istruttoria. Una cosa utile, suggerisce lo studio, è uniformare le eventuali documentazioni a supporto delle richieste autorizzative, utilizzare la modalità telematica con portali on-line accessibili da cittadini e imprese. Un nodo da sciogliere in via preventiva è l'ok delle Soprintendenze. Bisogna coinvolgere il ministero dei Beni culturali nella semplificazione degli interventi di efficienza energetica e di impianti con fonti rinnovabili. E per ciascun intervento servono linee guida per chiarire, prima, come intervenire su edifici vincolati.

«Il regolamento edilizio tipo - sottolinea il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini - può rappresentare una straordinaria occasione per individuare procedure semplificate e condivise per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio, coinvolgendo il ministero dei Beni culturali e per chiarire i parametri di riferimento per gli interventi e le prestazioni da raggiungere». «Diventa quanto mai necessario ridurre costi e tempi legati a un'eccessiva burocratizzazione degli iter, attraverso azioni volte ad assicurare, verificare e promuovere l'attuazione delle misure di semplificazione già adottate», aggiunge Nicola Lanzetta, responsabile mercato Italia di Enel. Anche Lanzetta riconosce che il regolamento edilizio tipo «rappresenta uno snodo fondamentale nel percorso di semplificazione avviato dal governo, perché in grado di sistematizzare e ampliare le misure recentemente introdotte sul "permitting" per le installazioni di prodotti e tecnologie di efficienza energetica».

Lo studio Enel-Legambiente


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