Lavori Pubblici

Cantone: boom trattativa privata, in alcuni Comuni contratti fiduciari al 90%

Mauro Salerno

Fenomeno esploso negli ultimi quattro anni: il presidente Anac scriverà ai sindaci. Sulla riforma del codice: ruolo più forte ai progetti, «l'appalto integrato deve diventare un'eccezione». «Tav più facile con il débat public»

Un boom della trattativa privata, con appalti affidati senza una gara formale che in alcuni Comuni arrivano a coprire il 90% dei contratti per servizi e lavori pubblici. La denuncia arriva da Raffaele Cantone. Ascoltato per la seconda volta dalla commissione Lavori pubblici del Senato, alle prese con la legge delega per la riforma degli appalti , il numero uno dell'Anticorruzione ha focalizzato l'attenzione sull'esplosione delle procedure negoziate. Un fenomeno su cui l'Autorità pubblicherà a breve un dossier dettagliato e che per Cantone «ha subito un'impennata negli ultimi quattro anni». Un periodo di tempo forse non citato a caso, visto che risale proprio al 2011 (decreto legge sviluppo 70/2011) la norma che ha raddoppiato (da 500mila a un milione di euro) la soglia di importo sotto la quale è possibile affidare lavori con procedure semplificate.

«Bisogna fare molta attenzione a queste deroghe - ha detto Cantone - perché, soprattutto in alcune aree del paese, dire che posso affidare l'appalto sulla base di un invito rivolto a cinque operatori significa quasi di sicuro che c'è un imprenditore che risponde all'invito portando con sé altre quattro offerte». Di "carta", ovviamente. «Abbiamo parlato in questi ultimi giorni dell'articolo 5 dello Sblocca Italia sulle concessionarie autostradali - ha aggiunto Cantone - ma bisogna fare attenzione anche all'articolo 9, che amplia le maglie della trattativa privata», per velocizzare gli interventi sulla difesa del suolo, le scuole, l'antisismica e la tutela ambientale .

Cantone ha annunciato che invierà una lettera ai sindaci delle città con alti livelli di appalti affidati a trattativa privata. «Non significa che c'è per forza corruzione - ha spiegato - ma è un segnale di allarme. Spesso questo tipo di fenomeni sfuggono alla politica. Vogliamo che siano consapevoli di quello che abbiamo trovato semplicemente consultando la nostra banca dati».

Il presidente dell'Anac ha risposto alle domande dei senatori sui punti più caldi della riforma appalti, lasciando anche un documento ufficiale .

Appalti integrati tornino un'eccezione
Tra i punti toccati quello dell'importanza della progettazione. Per Cantone con il nuovo codice «l'appalto integrato deve diventare un'eccezione». Il progetto «deve diventare il primo atto da dare in appalto», anche perché, ha aggiunto, «si va verso una diminuzione del numero delle stazioni appaltanti. E l'appalto integrato è la prova dell'incapacità della stazione appaltante di fare progetti: non mi piace affatto».

Tav più facile con il débat pulic
Il presidente si è detto favorevole all'introduzione di una «consultazione preventiva della popolazioni» sulle grandi opere. «Se fosse stata fatta anche sulla Tav Torino-Lione - ha detto - forse quell'opera non avrebbe avuto tanti problemi».

Trasparenza società pubbliche
Per Cantone tutte le società pubbliche devono essere soggette alle procedure del codice. Ma il terreno è scivoloso. «In Lombardia ad esempio - ha ricordato - è stata fatta una legge che garantisce lo status di società privati agli enti fiera: una norma su cui nutro dubbi di legittimità». Anche sull'applicazione delle norme di trasparenza previste dalla legge Severino (legge 190/2012) esistono difficoltà. «Ci stiamo occupando della Rai - ha annunciato il presidente dell'Anac -. Trattandosi di una società pubblica, per noi, dovrebbe pubblicare on line gli stipendi di tutti i consulenti, dunque anche dei presentatori». Ma questo, per Cantone, troverebbe degli ostacoli sul fronte della concorrenza. «Perché i concorrenti non sarebbero obbligati a fare lo stesso: non si può chiedere a una società di applicare le norme pubbliche e allo stesso tempo combattere la battaglia della concorrenza».

Alle Soa solo la «qualificazione tecnica».
Cantone è tornato sul tema della qualificazione dei costruttori a operare sul mercato degli appalti pubblici, ribadendo le perplessità sul sistema di certificazione affidato alle società di attestazione private (Soa). Per questo, il presidente Anac ha proposto di lasciare alle Soa la qualificazione tecnica delle imprese, più o meno come accade oggi. E di affidare ad altri, leggasi la stessa Autorità Anticorruzione, il nuovo sistema di rating basato sulla reputazione conquistata sul campo dalle imprese.

Gare elettroniche con la Sogei
Giusto puntare sugli appalti informatici. Il problema per l'ex magistrato è che con i sistemi attuali si rischia di mettere «in campo degli appalti aperti». Un problema legato alla carenza di competenze: «La capacità di fornire il software in Italia probabilmente è appannaggio di dieci persone». Di qui l'idea di puntare su una società di Stato, capace «di dare una mano anche nelle modalità attraverso cui si fanno i bandi, svolgendo un ruolo di consulenza che può essere analogo a quello della Consip». «Già ce l'abbiamo - ha concluso -: mi riferisco alla Sogei».


© RIPRODUZIONE RISERVATA