Lavori Pubblici

Sugli acquisti centralizzati miniproroga balneare (per ora)

Massimo Frontera

Nuova scadenza unica del primo settembre per le gare in forma aggregata di forniture, servizi e lavori dei comuni non capoluogo

Linea dura sulla centralizzazione degli acquisti. Anzi no. Anzi, forse sì. Non si può dire che la linea del legislatore sugli appalti in forma aggregata per i comuni non capoluogo sia stata finora lineare e coerente. Il Milleproroghe ha spostato in avanti di qualche mese il termine per l'aggregazione delle gare. Nel caso dei servizi, l'obbligo scattato dal 1° gennaio viene sospeso e spostato al 1° settembre, concedendo un intermezzo di qualche mese. Di vera e propria proroga si può parlare invece per gli appalti di lavori in forma aggregata: anziché partire dal 1° luglio, si partirà dopo l'estate, il 1° settembre.

Dopo essere riusciti a evitare finora l'aggregazione delle gare, gli enti locali strappano a tempo scaduto l'ennesima proroga. L'obbligo previsto dall'articolo 33 del codice dei contratti è stato infatti rinviato quattro volte dal 2011, grazie all'attività di lobby dell'Anci. Poi è scattata la linea dura del governo: il Dl 66/2014 ha introdotto i termini del 1° gennaio 2015 (servizi) e del 1° luglio 2015 (lavori) per l'attuazione. Ora - invece - l'ennesimo contrordine, con il Parlamento che ha ascoltato il "grido di dolore" degli enti locali e ha concesso un'altra manciata di mesi. E poi? E poi chissà, magari si comincerà davvero a imboccare la strada dell'aggregazione. O forse, si continuerà a perseguire la scorciatoia della proroga.

Quel che è certo, è che l'obiettivo di passare, da un giorno all'altro, dalle attuali 30mila stazioni appaltanti a 35 soggetti aggregatori resta un miraggio. Servirà tempo. Ma soprattutto, solo nel caso delle forniture la parola aggregazione potrà avere un senso; mentre sarà molto difficile realizzare una significativa centralizzazione degli enti locali sui servizi e sui lavori. A meno che non si voglia perseguire un'aggregazione di facciata, centralizzando in un ente sovraordinato la sola fase di evidenza pubblica ma lasciando in vita la necessaria struttura tecnica dell'ente locale per realizzare la gestione della commessa.

Sarebbe il caso di utilizzare questi mesi di sospensione non solo per allontanare un termine di legge, ma anche per cercare soluzioni normative più realistiche e meno prorogabili.


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