Lavori Pubblici

Autostrade, Cantone ribadisce il no a proroghe senza gara e annuncia controlli sull'in house

Mauro Salerno

Il presidente Anac in audizione alla commissione Lavori pubblici della Camera. Realacci: condivido i rilievi. Aiscat: iniziativa necessaria per investimenti

Nessuna volontà polemica con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ma nessun passo indietro sul no alle proroghe senza gara per le concessioni autostradali. Dopo il botta e risposta della settimana scorsa (vedi IlSole 24 Ore del 29 gennaio e del 3 febbraio) , il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone ha confermato ieri davanti alla commissione Lavori pubblici della Camera tutte le sue perplessità rispetto all'applicazione della noma del decreto Sblocca Italia (Dl 133/2014, articolo 5) che prevede la possibilità di allungare le gestioni esistenti per fare nuovi investimenti o congelare aumenti delle tariffe, anche passando per l'accorpamento di tratte interconnesse.

Tre i rilievi mossi da Cantone. L'obiezione centrale riguarda la possibilità di proroghe automatiche in caso di unione di tratte con scadenze diverse. «Immaginiamo di avere un piano che prevede la fusione di due tratte: una con scadenza al 2014, l'altra al 2028. L'effetto è che tutte e due vanno automaticamente al 2028». Il secondo appunto riguarda gli investimenti. La norma parla di nuovi investimenti, ha detto Cantone, «ma non si capisce se questi si aggiungono a quelli già previsti oppure li sostituiscono». In quest'ultimo caso si tratterebbe «di un regalo alle autostrade». Il terzo rilievo riguarda la giungla delle tariffe, che rende difficile verificare l'obiettivo di non generare rincari per gli utenti.

Cantone ha dato atto alla Commissione di aver corretto la misura varata dal Governo, accogliendo diverse segnalazioni formulate dall'Anac, come l'obbligo di assenso Ue alla revisione di piani. Ma ha anche ribadito la necessità di un nuovo intervento, per chiarire i tre punti relativi alle gare, agli investimenti e alla semplificazione dei metodi tariffari (con preferenza per il sistema "price cap"). Oltre a un nuovo provvedimento, Cantone ha anche suggerito l'idea di far semplicemente decadere la misura. Il tempo limite per la presentazione delle proposte di revisione delle gestioni da parte dei concessionari autostradali è infatti scaduto il 31 dicembre. Il decreto Milleproroghe (in discussione proprio alla Camera) allunga il termine fino al 30 giugno. «Mi risulta che non sia arrivata alcuna proposta, quindi basterebbe non prorogare», ha detto Cantone, che ha anche annunciato per il 2015 un piano di controlli sugli appalti banditi dai concessionari. Per legge le società autostradali devono affidare all'esterno almeno il 60% dei lavori. «Vogliamo che questo paletto venga rispettato», ha annunciato l'ex magistrato.

In serata prende posisizione anche l'Aiscat (l'associazione delle concessionari autostradali) per ribadire con un comunicato che la norma contestata «nasce da un'iniziativa del governo volta a sollecitare nuovi investimenti, altrimenti non bancabili, in presenza di incrementi tariffari contenuti e non al di sopra del tasso di inflazione, e in coerenza con quanto già avvenuto o sta avvenendo in altri Paesi europei».

L'audizione di Cantone ha inaugurato un'indagine conoscitiva sulle autostrade. «Condivido i rilievi mossi dal presidente dell'Anac - ha detto il presidente della Commissione Ermete Realacci - . Dobbiamo verificare se per superare i rischi di violazione della concorrenza può bastare un atto amministrativo o se l'articolo 5 dello Sblocca Italia sia un legno storto da rimuovere».


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