Lavori Pubblici

Appalti, anticipazione prezzi verso l'aumento al 15% (con proroga)

Mauro Salerno e Giuseppe Latour

Misura prevista in un emendamento dei relatori al decreto Milleproroghe. Correzioni in vista anche per il regime dei minimi e per le rateazioni Equitalia

Proroga e aumento per l'obbligo di anticipare alle imprese una quota del prezzo dell'appalto, scaduto a fine 2014. Un emendamento al decreto Milleproroghe prevede infatti l'aumento dal 10% al 15% della quota dell'importo totale del contratto che la stazione appaltante deve corrispondere al costruttore come anticipazione del prezzo. La misura è contenuta in un emendamento dei relatori, Francesco Paolo Sisto (Fi) e Manlio Marchi (Pd), presentato nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

Durante una conferenza stampa a Montecitorio i relatori hanno spiegato che con l'emendamento si vuole dare un contributo alla liquidità delle imprese, dopo l'inserimento della norma dello «split payment» nell'ultima legge di Stabilità. Il nuovo meccanismo dell'Iva, molto contestato dai costruttori prevede infatti che le amministrazioni non versino più l'imposta alle imprese impegnate in un appalto pubblico, ma direttamente alle casse dell'Erario. Una manovra che produrrà un aumento del credito Iva delle imprese, drenando liquidità.

Nel pacchetto entrerà anche l'atteso intervento sui minimi delle partite Iva: dal primo gennaio 2015 i professionisti, per effetto della legge di stabilità, possono accedere al regime agevolato al 15% al di sotto dei 15mila euro. «L'orientamento del governo – hanno spiegato i relatori - è relativo a un intervento sui minimi». Le ipotesi sul piatto sono due. La prima è prorogare di un anno il sistema mandato in pensione nel 2014, che prevedeva un'aliquota al 5% fino a 30mila euro di fatturato, ma con alcuni limiti di età. Oppure, l'alternativa è rendere possibile la scelta tra il vecchio e il nuovo regime, a seconda della situazione nella quale si trova il professionista.

Dovrebbe scattare anche la possibilità per le aziende che sono decadute dalla rateazione di Equitalia di poterla chiedere nuovamente. In base alla proposta dei relatori, sarà prevista la possibilità per i contribuenti decaduti dal precedente beneficio della rateazione di richiedere la concessione di un nuovo piano, fino a un massimo di 72 rate mensili. In sostanza, viene riaperta lo spiraglio lanciato l'anno scorso dal decreto Irpef. Il nuovo piano - stando agli emendamenti - non sarà più prorogabile e dovrebbe decadere in caso di mancato pagamento di due rate non consecutive.


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