Lavori Pubblici

Ance: limitare l'offerta più vantaggiosa e mantenere le Soa

Giuseppe Latour

Le proposte dei costruttori in commissione Lavori pubblici al Senato in materia di appalti: ridurre le stazioni appaltanti e introdurre i bandi tipo

Limitare l'uso dell'offerta economicamente più vantaggiosa sopra la soglia dei 2,5 milioni di euro. Introdurre bandi tipo per guidare le stazioni appaltanti. Mantenere il sistema delle Soa, ma correggerlo con criteri reputazionali. Ridurre il numero di stazioni appaltanti, salvaguardando però le Pmi. Migliorare le capacità delle amministrazioni nella gestione degli appalti. Sono le principali proposte che l'Ance ha portato giovedì pomeriggio in commissione Lavori pubblici al Senato, nell'ambito della sua audizione sul disegno di legge delega in materia di appalti. Tante accelerazioni e una frenata, in materia di varianti. Le correzioni in corsa dei progetti fatti male non vanno demonizzate.

Limiti all'offerta economicamente più vantaggiosa
A discutere le proposte di Ance è stato il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti, che ha dedicato il pezzo più ampio del suo intervento alle modalità di aggiudicazione. "Bisogna limitare l'offerta economicamente più vantaggiosa al di sopra dei 2,5 milioni di euro. E' un importo al di sotto del quale non serve discussione sul progetto, e anche sopra consigliamo di usarla dove il progetto è davvero fondamentale". In fase di aggiudicazione, poi, bisognerebbe seguire le indicazioni dell'Anac: "Accogliamo la proposta di estrarre a sorte i commissari da un elenco, per rendere massima la trasparenza".

Vincoli per il massimo ribasso
Questo, però, non significa aprire in maniera indiscriminata al massimo ribasso. "Dopo Tangentopoli – prosegue Buzzetti – c'è stata la tendenza ad aggiudicare le gare con ribassi fortissimi. Su questo, però, sono le amministrazioni che devono prendersi una grossa parte di responsabilità. Gli amministratori vanno responsabilizzati e devono avere il coraggio di rifiutare ribassi che non sono accettabili".

Via libera ai criteri reputazionali
Un punto importante, poi, riguarda la qualificazione. "Oggi le Soa sono insostituibili perché sono state fortemente migliorate e perché ci sono proposte dell'Anac per migliorarle ulteriormente. Certo, ci sono alcune distorsioni come la cessione di ramo d'azienda sulle quali si è ecceduto". La vera novità può arrivare dai criteri reputazionali. "Bisogna introdurre dei criteri che permettano di verificare che storia ha l'azienda. Lo dico con una battuta: se tutto quello che uno ha costruito sta in piedi, forse quell'azienda un valore ce l'ha".

Stazioni appaltanti più qualificate
La qualificazione, poi, non deve riguardare solo le imprese ma anche le stazioni appaltanti. "Introduciamo un sistema di formazione dei Rup, perché oggi ci sono molte amministrazioni che non sono in grado di gestire un project financing". In questo senso, un aiuto importante potrebbe arrivare dai bandi tipo. "Insieme al regolamento, vorremmo delle indicazioni, sul modello dei bandi tipo dell'Anac, che riescono ad essere chiare e stringenti e orientino l'attività delle stazioni appaltanti".

No a eccessi sulle varianti
Su alcuni punti, invece, l'Ance mette in guardia dagli eccessi. "E' importante la riduzione del numero delle stazioni appaltanti, ma dobbiamo avanzare con cautela: non facciamo accorpamenti eccessivi che poi potrebbero penalizzare le Pmi. E, comunque, rispetto alle regole attuali sulle centrali di committenza, è importante che i Comuni mantengano libertà di appaltare fino a 500mila euro". Discorso simile per le varianti. "La storia italiana è sempre stata una storia di progetti esecutivi che non c'erano e di correzioni in corsa. E questo non andava bene. Ma adesso siamo all'assurdo che un'amministrazione corretta e un'impresa corretta di fronte a un progetto sbagliato non sanno cosa fare. Non bisogna demonizzare le varianti, quando sono fatte in maniera trasparente. In questo senso, va detto che anche i progettisti devono assumersi la loro parte di responsabilità".

IL TESTO DEL DOCUMENTO ANCE


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