Lavori Pubblici

Più spazio alle Pmi e gare elettroniche nel Manifesto delle imprese di servizi per il nuovo codice

Mau.S.

Le imprese attive nel settore del facility management chiedono al governo norme semplificate e «pari dignità» tra servizi e lavori pubblici

Massima apertura del mercato alle Pmi, gare elettroniche e qualificazione delle stazioni appaltanti. È quello che si aspettano gli operatori del facility management dal nuovo codice degli appalti "semplificato" cui sta lavorando il governo, in attuazione delle direttive europee varate la scorsa primavera.

Il settore che riunisce le imprese che offrono servizi per la gestione di patrimoni immobiliari urbani delle Pa (manutenzione, pulizia, igiene ambientale, energia, security, logistica, ecc.) ha varato oggi un manifesto mirato a dare «pari e distinta dignità» ai mercati dei servizi e dei lavori pubblici . Alle richieste di carattere più generale nel manifesto si scende nel dettaglio delle proposte che riguardano più da vicino il settore dei servizi pubblici. Tra questi
«la corretta qualificazione degli appalti, con particolare riguardo ai contratti misti e alla linea di
demarcazione delle prestazioni costituenti "servizio" rispetto a quelle appartenenti ad altri comparti»; «l'efficace classificazione dei servizi»; «l'incentivazione del pagamento diretto delle imprese subappaltatrici» «l'utilizzo degli strumenti di flessibilità messi a disposizione dalle Direttive Europee nella fase di gestione dei contratti di appalto nel rispetto della certezza dell'oggetto degli stessi e della parità di trattamento degli operatori economici».

«Il nuovo Codice degli appalti - afferma Lorenzo Mattioli, portavoce del Tavolo delle Associazioni promotrici del Manifesto - dovrà riconoscere pari dignità al settore dei servizi e a quello dei lavori pubblici, entrambi essenziali per la ripresa del Paese. Al Governo chiediamo di rispondere ad esigenze trasversali e comuni: la semplificazione delle norme, la riduzione dei costi per le imprese nelle procedure di gara e un maggior riconoscimento della qualità rispetto al prezzo da parte delle stazioni appaltanti».


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