Lavori Pubblici

E-procurement per i lavori, la Lombardia fa da apripista

Giuseppe Latour

Con la piattaforma telematica Sintel gestiti finora 3.600 appalti

Circa 3.600 gare di lavori aggiudicate nel 2014 per oltre 700 milioni di euro, in fortissima crescita rispetto all'anno prima. Sono i numeri di Sintel, la piattaforma per le gare elettroniche gestita, a partire dal 2008, da Arca, la centrale di committenza della Regione Lombardia.
In questa fase di sviluppo ancora incerto delle nuove tecnologie per lo svolgimento delle gare, si tratta di una delle punte più avanzate di utilizzo dell'e-procurement nel nostro Paese.
Il sistema supporta tutte le amministrazioni con sede nella regione e consente di svolgere elettronicamente, in maniera autonoma e completamente gratuita, tutte le procedure del codice appalti, dagli affidamenti diretti agli accordi quadro. Tutto passa dalla posta elettronica certificata e non c'è bisogno di stampare nessun documento. A guardare i numeri, si può osservare che la grande novità del 2014 è una diffusione nelle procedure di lavori che inizia ad avere numeri importanti.

Complessivamente nel 2014 sono state amministrate, infatti, 41mila gare. La gestione dei lavori ha riguardato 3.600 procedure, in crescita fortissima rispetto all'anno precedente, quando erano state appena 600. Si va dall'asfaltatura stradale, alla manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici, passando per la riqualificazione energetica dei Comuni, il restauro, la costruzione di piste ciclopedonali, le bonifiche.

Allargando lo sguardo oltre i lavori, la diffusione del sistema è diventata nel tempo capillare. Le Pa lombarde attive sulla piattaforma durante lo scorso anno sono state 1.187: si tratta di Comuni e Province, di società pubbliche, enti sanitari, sistema camerale. In alcuni casi, come le Aler, l'utilizzo del sistema è obbligatorio anche per i lavori. Le imprese registrate a Sintel, dalla sua nascita a oggi, sono circa 36mila: per l'85% si tratta di soggetti piccoli e medi e per il 70% di aziende con sede in Lombardia. Numeri che fanno dire alla società regionale di trattare ormai le gare elettroniche come uno "standard operativo": le stazioni appaltanti del suo territorio, in maniera diffusa, si affidano alle modalità tradizionali per un numero sempre più residuale di procedure.


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