Lavori Pubblici

Split payment, l'allarme del Cni: «Alcune Pa lo applicano anche ai professionisti»

Giuseppe Latour

Zambrano: «Secondo noi il pagamento diretto dell'Iva da parte della Pa vale solo per le imprese, ma effettivamente la norma della legge di Stabilità è ambigua: serve un chiarimento»

Lo split payment rischia di travolgere, dopo le imprese, anche i professionisti . La denuncia arriva dal Consiglio nazionale degli ingegneri: a causa di una definizione poco chiara della legge di stabilità 2015, molte amministrazioni si sono dette pronte ad applicare anche alle partite Iva il nuovo meccanismo, che prevede il versamento dell'imposta sul valore aggiunto direttamente all'Erario, senza passare dal fornitore della Pa. Il presidente del Cni, Armando Zambrano chiede, allora, al ministero dell'Economia di tornare sul tema, a poche ore dalla firma del decreto che definisce il dettaglio del nuovo strumento . Bisogna dire chiaramente che le regole non riguardano i professionisti.

L'articolo 1 comma 629 dellalegge di stabilit√† 2015 (legge n. 190/2014) dice che le disposizioni in materia di split payment «non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito». La norma in questione è stata da diverse parti interpretata nel senso che questa definizione (non chiarissima) include tutti quegli ambiti assoggettati a ritenuta d'acconto. Tra questi, compaiono le prestazioni dei liberi professionisti che, quindi, non si vedranno decurtare l'Iva dai loro pagamenti, in favore dell'Erario.

Spiegano dal Centro studi del Cni: «Questi ultimi, pertanto, continueranno a ricevere dal committente l'Iva dovuta per le proprie prestazioni contestualmente al compenso, provvedendo poi direttamente al versamento nei tempi e secondo le modalità vigenti».

Almeno in teoria. Perché il Consiglio nazionale degli ingegneri denuncia come nella pratica alcune Pa si stiano regolando in maniera differente. Spiega il presidente del Cni, Armando Zambrano: «Nonostante le prescrizioni normative, il nostro Consiglio ha ricevuto, già nel mese di gennaio 2015, numerose segnalazioni di amministrazioni pubbliche che intendono applicare lo split payment per la liquidazione dei compensi a ingegneri per lavori debitamente svolti. In alcuni casi, addirittura, le amministrazioni intendono applicare il meccanismo anche in modo retroattivo, ovvero per versamenti Iva riguardanti attività svolte nel 2014». Quindi, a partire dall'inizio dell'anno, le partite Iva si vedranno decurtata dalla fattura sia la ritenuta d'acconto, che riguarda le imposte sul reddito, sia l'imposta sul valore aggiunto.

Questo problema, secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri, nasce da una formulazione infelice della legge di stabilità. «È evidente – dice ancora Zambrano - che tale situazione deriva dalla scarsa chiarezza della norma».
Serve, quindi, un intervento del ministero dell'Economia che, dopo avere dato le indicazioni generali sull'applicazione del nuovo meccanismo ai fornitori della Pa, dica con chiarezza che i professionisti sono esclusi dal suo perimetro. Conclude il presidente: «Auspichiamo un intervento urgente ed esplicativo da parte dell'amministrazione finanziaria».


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