Lavori Pubblici

Split payment, Padoan firma il decreto - Ance: «Misura killer per l'edilizia»

A.A.

Il testo del provvedimento attuativo della legge di stabilità - Buzzetti (Ance): «Se è la Pa a pagare direttamente l'Iva allo Stato questo toglie alle imprese il 10-20% di liquidità, è un misura killer»

Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha firmato il decreto di attuazione delle disposizioni in materia di scissione dei pagamenti (split payment) previste dalla legge di stabilità per il 2015.
In attesa della pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale, il ministero dell'Economia rende disponibileil testo del decreto e la relazione .

In base al meccanismo dello split payment le Pubbliche amministrazioni, anche se non rivestono la qualità di soggetto passivo dell'Iva, sono tenute a versare direttamente all'erario l'imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori. Il decreto precisa tra l'altro che la scissione dei pagamenti si applica alle operazioni fatturate a partire dal primo gennaio 2015 per le quali l'esigibilità dell'imposta sia successiva a tale data. Il provvedimento definisce anche le modalità di versamento dell'imposta.

L'associazione dei costruttori (Ance) rilancia però il suo grido di protesta: «La norma che prevede l'obbligo della Pa di versare l'Iva direttamente allo Stato e non più alle imprese avrà conseguenze disastrose per il settore dell'edilizia, già fortemente colpito dalla mancanza di liquidità dovuta ai ritardati pagamenti».

«La lotta all'evasione Iva - incalza il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti - non può che essere un obiettivo condivisibile ma ci troviamo di fronte a una soluzione che scarica sulle spalle delle imprese oneste gli illeciti degli evasori e i doveri di controllo dello Stato».

«In sostanza - sostiene Buzzetti - alle imprese che lavorano con la Pa non sarà pagata più l'Iva con il risultato che nelle casse delle aziende oneste ci sarà un forte ammanco di liquidità che oscillerà tra il 10% e il 22% di quello attualmente incassato».

Secondo il presidente dei costruttori questo meccanismo sarebbe anche in contrasto con le normative europee: «L'Italia è già sorvegliata speciale della Ue con due procedure di infrazione aperte per i ritardi nei rimborsi Iva e nei pagamenti della Pubblica amministrazione».
«Se non verrà modificato questo meccanismo per le imprese di costruzione sarà la fine», sottolinea Buzzetti, che nelle ultime settimane sta ricevendo centinaia di lettere di protesta da parte delle imprese che rischiano di chiudere definitivamente i battenti».

«Di fronte all'appello accorato che ci sta venendo dalle imprese non possiamo rimanere inermi e nei prossimi giorni non sono escluse iniziative di protesta contro questa misura killer».


© RIPRODUZIONE RISERVATA