Lavori Pubblici

Norme tecniche, «subito correzioni su antisismica, innovazione, materiali non strutturali»

GIuseppe Latour

Perazzi (Unicmi): l'approccio scelto dal massimo organo consultivo del ministero delle Infrastrutture è stato troppo conservativo

Dispositivi antisismici, elementi non strutturali e materiali innovativi. Secondo Marco Perazzi, responsabile dell'ufficio studi economici di Unicmi (Unione dei costruttori di serramenti, acciaio, alluminio e leghe), il testo delle Norme tecniche per le costruzioni uscito dal Consiglio superiore dei lavori pubblici a novembre deve essere corretto almeno su questi tre punti. L'approccio scelto dal massimo organo consultivo del ministero delle Infrastrutture è stato troppo conservativo. Nei prossimi mesi bisognerà provare a portare qualche miglioramento.

Partiamo dal metodo. Cosa pensa del percorso che ha portato ad approvare le Ntc?
Anzitutto, va detto che non c'è stato un solo metodo. Da quando sono stati avviati i primi tavoli a quando il testo è stato elaborato è passato molto tempo e ci sono state almeno due stagioni. La prima era partita all'insegna di una larga condivisione di tutti gli stakeholder. La seconda è stata caratterizzata da un approccio diverso, nel quale i settori industriali erano informati dell'andamento dei lavori ma non erano direttamente coinvolti in un confronto.

L'ultima fase non è stata gestita nel modo migliore…
È chiaro che l'aggiornamento delle normative deve puntare a coinvolgere tutti i soggetti interessati. Ma, ormai, si tratta di una questione poco concreta.

Parlando in concreto, allora, cosa spera per le prossime fasi?
Il Consiglio superiore punta molto sulla circolare. C'è da augurarsi che i lavori sulle nuove indicazioni applicative procedano in maniera rapida e si svolgano secondo modalità diverse dal passato. Però, ci sono dei punti che possono essere risolti solo da correzioni al testo uscito dal Consiglio superiore. Mi auguro che arrivino grazie al ministero e che, poi, venga approvato un testo finale entro l'anno. Subito dopo spero che venga varata la circolare e che il suo testo sia snello: seguire la stessa strada del passato, con un documento di volume pari a quello delle Ntc, sarebbe un grande errore.

Andiamo al merito. Un primo problema è quello dei materiali innovativi, per esempio gli acciai inox, l'alluminio e gli acciai ad alta esistenza.
Un'innovazione positiva è che l'elenco dei materiali innovativi, contenuto nella vecchia versione, sia stato eliminato. Detto questo, però, resta il problema che le Ntc regolano solo i materiali tradizionali e che per tutti gli altri prevedono il passaggio dal Servizio tecnico centrale. Rispetto al testo del 2008, dopo sei anni, adesso c'è un'ampia tecnologia a disposizione, ci sono normative tecniche che permettono di usare molti materiali innovativi tranquillamente ed è singolare che si debba mantenere intatto questo assetto normativo. Siamo in netto ritardo, dovremmo avere più coraggio.

Altro punto rimasto in sospeso è quello degli elementi non strutturali.
Le Ntc uscite dal Consiglio superiore non dicono nulla degli elementi non strutturali, mentre in altri paesi ci sono dei riferimenti specifici. Il problema è che, in mancanza di indicazioni esplicite, per alcune parti la tendenza in fase di progettazione è ad applicare le stesse regole degli elementi strutturali: questo penalizza moltissimo l'utilizzo di alcuni materiali in termini di costi. In altre parole, si usano coefficienti inutilmente elevati. La soluzione passerebbe, ad esempio, dall'utilizzo di norme volontarie, che già oggi sono disponibili.

Chiudiamo parlando di dispositivi antisismici.
Questi dispositivi devono ubbidire a una norma armonizzata europea, che prevede controlli in azienda. Le Ntc, oltre a questo passaggio, impongono prove distruttive in cantiere con percentuali quasi doppie rispetto alle altre. Questo porta un'esplosione di costi per le aziende che producono materiali e si riversa sui costi finali dell'opera. È singolare che il capitolo 11 faccia riferimento alle metodologie indicate dalla norma europea, da una parte, e poi applichi percentuali di prova esattamente raddoppiate.


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