Lavori Pubblici

Melzi (Bravo Solution): «On line scelta obbligata con le centrali di appalto)

Giuseppe Latour

Secondo il consigliere delegato di Bravo Solution Italia, Ezio Melzi, la concentrazione delle stazioni appaltanti porterà a una necessaria affermazione dell'e-procurement nei lavori

Le tecnologie per le gare elettroniche? «Esistono da oltre dieci anni, almeno dal 2003. In Italia, però, continuiamo a trovare resistenze». Ezio Melzi è consigliere delegato di Bravo solution Italia, diventata negli anni uno dei più grandi player del mondo nella gestione elettronica delle gare. Il nostro Paese, dal suo osservatorio, è ancora all'anno zero. La svolta, però, potrebbe essere vicina e potrebbe arrivare grazie alla spinta dell'Anac e alla diffusione delle centrali di committenza.

Ci spiega in sintesi come funziona una gara elettronica?
La stazione appaltante si dota di una piattaforma per il procurement elettronico: si tratta di tecnologie disponibili via web in modalità cloud, quindi non sono necessari investimenti in hardware. Ogni volta che ha bisogno di fare una gara entra nella nuvola e si trova ad avere a disposizione la piattaforma. Si possono gestire gare di qualsiasi tipo. Per le procedure aperte, per farle un esempio, il sistema si collega automaticamente con le gazzette ufficiali e rende pubblico il bando.

Questi automatismi scattano anche per individuare il vincitore?
Certamente. La stazione appaltante riunisce la commissione di gara e apre le offerte. Ma le tecnologie sono in grado di dare immediatamente una classifica e suggerire chi è il vincitore. Questo avviene sia per il prezzo più basso che per l'offerta economicamente più vantaggiosa.

Parliamo della situazione italiana. Cosa ne pensa?
Il nostro Paese è stato il primo a costruire una normativa per regolare la materia delle gare elettroniche nel 2001, ma poi ci siamo fatti superare. Le tecnologie sono disponibili da anni e abbiamo contribuito a crearle, ma adesso le usano altri. Il caso delle Olimpiadi di Londra del 2012 è noto, ma va detto che in Gran Bretagna, dopo quell'esperienza, hanno continuato a usare questi sistemi.

L'Italia a che punto si trova?
Esiste qualche esperienza interessante, ci sono diverse società pubbliche che utilizzano questi sistemi. Ormai non ci sono più dubbi sul fatto che si possano impiegare, ma non c'è ancora un'applicazione su larga scala. Penso, però, che potremmo essere a una svolta.

Perché?
Una tendenza positiva riguarda la riduzione del numero delle stazioni appaltanti, tramite le centrali di committenza. Sarà difficile gestire un numero così ampio di gare senza la tecnologia. Ma non c'è solo questo. Oltre che alle esigenze di semplificazione, penso anche all'anticorruzione.

Si riferisce all'Anac?
Certamente. Tramite i sistemi elettronici è possibile dare all'Anac accesso alla documentazione di gara, in modo da farle controllare tutto quello che è successo nelle diverse fasi. Immagini cosa avrebbe significato per l'Expo o per il Mose.


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