Lavori Pubblici

Ok a legge con regole più severe per edifici di culto

Via libera al provvedimento che modifica la legge regionale per la pianificazione dei luoghi di culto religiosi, la cosiddetta legge 'anti-moschee', che stabilisce regole urbanistiche più complesse per autorizzare l'apertura di nuovi edifici di culto. Lo comunica la Regione Lombardia, precisando che il provvedimento è stato approvato ieri con 43 voti favorevoli e 27 contrari. Tra le novità, la facoltà per i Comuni di indire referendum, «nel rispetto delle previsioni statutarie e dell'ordinamento statale». I nuovi edifici di culto dovranno avere congruità non solo architettonica ma anche dimensionale con le caratteristiche del paesaggio, così come individuate nei piani territoriali regionali. A tal fine, viene istituita e nominata una consulta regionale per il rilascio di pareri preventivi e obbligatori e viene precisato che le nuove disposizioni si applicano non solo agli enti delle confessioni religiose che hanno stipulato un'intesa con lo Stato, ma anche a quelle che abbiano presenza diffusa, organizzata e consistente a livello territoriale.
I nuovi edifici dovranno, tra l'altro, avere telecamere direttamente collegate con la questura, strade di collegamento e opere di urbanizzazione primaria adeguate, parcheggi dalla superficie doppia rispetto a quella dello stesso edificio di culto e distanze adeguate da eventuali altri luoghi di culto.
Strumento fondamentale della legge, sottolinea Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale di Milano e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Lombardia, sarà la Vas, valutazione ambientale strategica: «Il testo approvato - dice - è ulteriormente migliorato. E' stata introdotta la ''congruità architettonica con il paesaggio lombardo''. Ed è stata aggiunta la facoltà per i Comuni di indire il referendum, mezzo democratico per eccellenza che Fratelli d'Italia chiede da sempre».


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