Lavori Pubblici

Inarcassa, con le elezioni di marzo via alla correzione della riforma post-Fornero

Giuseppe Latour

Riforma perfettibile anche per Paola Muratorio che lascerà la guida dell'ente dopo tre mandati consecutivi

Riformare la riforma del 2012. Il rinnovo dei vertici dell'ente di previdenza di architetti e ingegneri, con l'appuntamento elettorale di marzo prossimo, è l'occasione per correggere alcuni punti del sistema andato in vigore due anni fa. Ad ammetterlo, nel corso di un dibattito organizzato dagli ordini degli architetti e degli ingegneri di Roma, è stata proprio Paola Muratorio, presidente uscente di Inarcassa, che ha già ufficializzato, dopo tre mandati, la fine del suo impegno alla guida dell'ente.

«La riforma è certamente perfettibile», ha spiegato Muratorio. I punti sui quali si potrebbe agire sono soprattutto due. Il primo riguarda l'equità intergenerazionale: «Per favorire i giovani è certamente possibile rivedere ulteriormente la retrocessione del contributo integrativo». Attualmente, una parte del 4% posto in fattura viene destinato al montante individuale. Si potrebbero aumentare le quote a favore dei più giovani. Allo stesso tempo, è possibile ritoccare le regole per determinare il tasso di ricapitalizzazione dei montanti contributivi: al momento sono determinati con un sistema, per alcuni, troppo discrezionale. «C'è tutto il tempo – ha detto ancora Muratorio - per trovare la migliore modalità tecnica per calcolare questo tasso a regime».

Un terzo punto, più spinoso, è oggetto di molte richieste di candidati alle prossime elezioni. Diverse sollecitazioni stanno arrivando da un movimento trasversale agli ordini di architetti e ingegneri per lavorare a una riforma concordata. «Ci stiamo unendo per trovare obiettivi e strategie comuni», spiega Carla Cappiello, presidente degli ingegneri romani. La questione riguarda i contributi minimi, attualmente fissati in 2.275 euro. «I redditi delle nostre categorie sono precipitati; i minimi vanno sicuramente abbassati», dice il presidente dell'ordine degli ingegneri di Brescia, Marco Belardi. Secondo Muratorio, però, non ci sono spazi per questo ritocco. Anche se, secondo Massimo Angrisani, ordinario di tecnica attuariale alla Sapienza, qualche risorsa può essere recuperata: «Il patrimonio della cassa nei prossimi anni crescerà a ritmi molto superiori a quanto richiesto dalla legge, sarebbe possibile anche accantonare di meno, trovando una destinazione più efficiente a queste risorse».


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