Lavori Pubblici

Autorità, nuova camera arbitrale in assetto «low cost»

GIuseppe Latour

Pubblicato il regolamento della struttura deputata dall'Autorità a tenere l'albo degli arbitri italiani, a redigere il loro codice deontologico e a gestire le controversie nei casi previsti dal Codice appalti

La nuova Camera arbitrale dell'Anac, in assetto low cost, si mette ufficialmente in moto. E' stato appena pubblicato, sulla Gazzetta ufficiale n. 19 del 24 gennaio , il regolamento che disciplina l'organizzazione e il funzionamento della struttura deputata dall'Autorità a tenere l'albo degli arbitri italiani, a redigere il loro codice deontologico e a gestire le controversie nei casi previsti dal Codice appalti. Il provvedimento dedica un capitolo molto ampio alle incompatibilità e ai divieti di comportamento dei consiglieri.

La nuova Camera arbitrale funzionerà a costi ridotti rispetto al passato. Anzitutto, tra i primi atti della nuova Anac c'è stato il taglio delle strutture di supporto dell'organo: prima si avvaleva di sei funzionari, adesso dovrà accontentarsi di due. La novità più importante, però, è il taglio dei compensi del presidente e del consiglio della Camera. Con il vecchio sistema il bilancio dell'Avcp prevedeva di spendere ogni anno 235mila euro. Adesso, per effetto di un taglio accettato dai componenti della Camera, si è scesi è a 130mila euro, il 44,68% in meno. Si tratta di una delle sforbiciate più consistenti del nuovo budget dell'Autorità anticorruzione.

Dal punto di vista pratico l'organizzazione della struttura non cambia. La Camera sarà composta dal presidente e dal consiglio, per un totale di cinque membri: restano in carica il presidente Paolo Salvatore e i consiglieri Camillo Naborre, Vincenzo Sanasi d'Arpe, Federico Tedeschini e Andrea Zoppini. Il presidente svolge le funzioni di raccordo con gli uffici dell'Anac. Il consiglio, di regola, si riunisce ogni settimana e discute gli argomenti indicati dal presidente, eventualmente su richiesta dei consiglieri. Le deliberazioni saranno votate a maggioranza.

Un capitolo molto ampio viene dedicato alle incompatibilità e ai divieti di comportamento. Spiega l'articolo 7 del regolamento: «Qualora taluno dei componenti avesse già svolto l'incarico di arbitro di parte o prestato opera professionale in favore di un soggetto che risulti poi parte in giudizio arbitrale, ha l'obbligo di dichiararlo e di astenersi».

Inoltre, il presidente e i consiglieri dovranno rispettare una lunga serie di paletti: non potranno fornire consulenze, studi e collaborazioni a operatori del settore dei contratti pubblici neanche a titolo gratuito, se non autorizzati; non potranno accettare doni o altre utilità da nessun soggetto che sia, direttamente o indirettamente, destinatario delle funzioni della Camera; saranno tenuti a non divulgare informazioni comunque collegate a procedimenti in corso prima che gli atti siano formalizzati.


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