Lavori Pubblici

Sistri, una proroga a due velocità: di fatto un'imposta occulta sulle imprese

Giorgio Russomanno e Fabrizio Monaco Confartigianato Imprese)

Singolare doversi iscrivere a un sistema in fase di superamento e, persino, doverne corrispondere il relativo contributo (senza necessariamente avere alcun obbligo di utilizzarlo)

Il Sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti SISTRI che sarebbe dovuto partire lo scorso 1° gennaio, è stato differito di 12 mesi: il Governo ha disposto questa "maxi-proroga" nel decreto legge di fine anno cosiddetto "Mille-proroghe (il n. 192/2014) pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31/12/2014 (il testo in Gazzetta ).
Il decreto, che andrà convertito ora in legge, ha operato una scelta articolata e a suo modo, inedita: formalmente ha differito l'operatività del Sistema di tracciabilità dei rifiuti al 1° gennaio 2016, garantendo per tutto il 2015 il noto "doppio regime", cartaceo + SISTRI. Da ciò deriva che le sanzioni contro eventuali irregolarità sostanziali sulla gestione dei rifiuti pericolosi continueranno ad essere erogate sulla base degli accertamenti svolti sugli strumenti contabili tradizionali (registri di carico e scarico, formulari, MUD ex artt. 189, 190, 193 TUA) e non a fronte della mancata o irregolare utilizzazione del programma informatico Sistri.

Questa proroga, fortemente voluta da tutte le Associazioni di categoria, è supportata dal differimento dell'apparato sanzionatorio che è tuttavia avvenuto, in via del tutto atipica per la prassi legislativa, in due tempi.
Le sanzioni SISTRI in generale (inerenti, in sintesi, al mancato utilizzo del medesimo da parte dei soggetti tenuti a servirsene) saranno operative a decorrere dal 1° gennaio 2016, cioè in concomitanza con l'avvio dell'operatività "definitiva" del SISTRI.
Le sanzioni per la mancata iscrizione al Sistema ed il mancato pagamento del relativo contributo annuale (per i soggetti tenuti secondo la vigente normativa ad usare il SISTRI: articolo 260-bis, commi 1 e 2, del TUA) entreranno invece in vigore il prossimo 1° febbraio 2015.

In estrema sintesi le sanzioni per mancato uso sono prorogate ad un anno; le sanzioni per mancato versamento sono prorogate di un solo mese e per dare avvio all'obbligo di pagamento già entro il 31/1/2015. Questa, davvero ambigua, "doppia velocità" non solo crea difficoltà alle imprese ed agli operatori che le assistono ma risultano persino in antitesi con le intenzioni del Governo, più volte rese note, che considera, come noto, il SISTRI superato ed obsoleto ed ha intenzione di accelerare i tempi per addivenire ad una nuova gara d'appalto per una "nuova" tracciabilità dei rifiuti pericolosi.
In tale contesto, infatti, risulta singolare doversi iscrivere ad un Sistema in fase di superamento e, persino, doverne corrispondere il relativo contributo (senza necessariamente avere alcun obbligo di utilizzarlo).
Sarebbe logico e quanto mai opportuno che in fase di conversione in legge del decreto in questione, le sanzioni, tutte, inerenti al SISTRI seguano l'avvio dell'operatività del medesimo e quindi siano anch'esse posticipate al 1° gennaio 2016.

SISTRI – LA CARTA D'IDENTITA' DOPO IL "MILLE-PROROGHE" 2014

A cosa serve

- Tracciare elettronicamente la produzione, il trasporto e lo smaltimento a norma di legge dei rifiuti speciali pericolosi

Quali soggetti riguarda
- Produttori di rifiuti pericolosi da 11 dipendenti in su
- Trasportatori di rifiuti pericolosi
- Gestori e intermediari di rifiuti pericolosi

Come funziona
- Registrazione della movimentazione dei rifiuti sul portale www.sistri.it
- Accesso al sistema attraverso l'utilizzo di chiavette USB con firma digitale aziendale
- Black box GPS sui veicoli con USB + SIM dati

Obbligatorietà
- Dal 1° Gennaio 2016

Sanzioni
- Dal 1° Gennaio 2016 per tutte le fattispecie inerenti all'utilizzo del Sistema
- Dal 1° Febbraio 2015 per l'omessa/ritardata iscrizione e l'omesso/ritardato pagamento del contributo annuale

QUALE MESSAGGIO? ISCRIVERSI O NON ISCRIVERSI? PAGARE O NO IL CONTRIBUTO?
Il "Mille-proroghe" risolve, quindi, le questioni sul tappeto in modo del tutto singolare: in sostanza la norma reca un messaggio inequivocabile ma molto lontano dall'etica del diritto che dovrebbe contenere norme giuste ed equanimi per regolare il settore e difendere interessi collettivi – come quelli ambientali - non sufficiente tutelati altrimenti.

Il messaggio diffuso dal Governo con la nuova norma è sostanzialmente di abbandono di fatto del sistema SISTRI come sistema operativo di tracciabilità: poiché ancora per un anno è possibile non utilizzarlo e poiché trattasi di sistema complesso e bisognoso di un apparato efficiente di mantenimento, sarebbe incauto e sostanzialmente controproducente considerarlo sistema di scelta per la propria gestione contabile dei rifiuti. Il sistema cartaceo è ancora obbligatorio, il sistema Sistri no: ergo si utilizzi il primo e si abbandoni il secondo, foriero in questi anni di criticità a non finire.

Parallelamente però, entrando in vigore le sanzioni a carico di chi non versa il contributo previsto, Il Governo fa sapere che il Sistri va pagato indipendentemente dalla sua utilizzazione, che rimane facoltativa. Di fatto quindi il Governo istituisce una tassa o meglio, un'imposta, a valere sulla gestione dei rifiuti a fronte di un servizio non (o meglio mai) reso.

Si suppone, comunque, che nell'ambito dei dodici mesi di proroga venga messo a punto un nuovo sistema di tracciabilità il quale, soppiantando il vecchio Sistri, finirà per decretarne definitivamente la morte.

In breve: per i soggetti indicati in tabella non ci sono alternative all'iscrizione e alla contribuzione: il contributo Sistri va pagato entro il 31/1/2015! Tuttavia non si consiglia di utilizzarlo in quanto tale utilizzazione è facoltativa e non pare opportuno utilizzare un sistema che verrà, presto, abbandonato. La fine ingloriosa di un sistema spacciato per semplificare la gestione delle imprese e combattere l'ecomafia consiste, in realtà, in una misera "buonuscita" a carico di soggetti imprenditoriali rei solamente di voler gestire regolarmente le proprie attività.


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