Lavori Pubblici

Dalle centrali di committenza al riordino incentivi: tutte le scadenze del 2015

A.Arona, M.Frontera, M.Salerno

La mappa dei passaggi normativi e degli impegni del governo da cui dipende la scommessa di rilancio e semplificazione

Il 2015 scandito in più di 40 appuntamenti. Quasi uno a settimana. Una lista di adempimenti che coinvolgono in prima battuta il Governo, ma che riverberano effetti importanti anche per le imprese e le amministrazioni. E da cui in buona parte dipende anche una scommessa di rilancio dei cantieri.

Una mappa fatta di obblighi, scadenze, annunci da portare a un traguardo davvero operativo per far sì che l'innovazione non rimanga solo sulla carta. Come per esempio è già accaduto con due passaggi cruciali nel campo delle semplificazioni annunciate nell'ultimo anno: il Durc in tempo reale e la Dia telematica. Entrambe le operazioni sono finora rimaste nel cassetto delle buone intenzioni, nonostante siano state ufficialmente previste in norme pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.

Il calendario che proponiamo in questo grafico (di sicuro lontano dall'essere esaustivo) ha anche lo scopo di mettere nero su bianco alcuni degli «snodi» annunciati come fondamentali per semplificare i rapporti tra imprese e Pa, standardizzare le procedure, ridurre le stazioni appaltanti, dare una scossa al mercato sbloccando cantieri in panne da anni: insomma rinnovare dal profondo il settore.

Il primo gennaio, per esempio, è partita la prima fase di una delle riforme più attese: la riduzione delle stazioni appaltanti attraverso l'obbligo di centralizzare gli appalti dei comuni non capoluogo. In prima battuta il vincolo riguarda gli acquisti di beni e servizi. Ma dal primo luglio 2015 si estenderà anche all'assegnazione dei lavori pubblici. Una riforma chiave per innalzare il livello di qualificazione delle stazioni appaltanti (e dunque ridurre anche i rischi di contenzioso) rinviata per anni a causa delle ritrosie degli enti locali a trovare formule efficienti per accorpare la gestione degli incarichi: ritardo poco giustificabile ora che si può fare leva su sistemi molto flessibili di gara telematica. Per contro, da inizio anno, la mancata innovazione sul Durc si porta dietro un ritorno al passato per i certificati di regolarità contributiva utilizzabili per i lavori privati: la validità dei documenti torna a 90 giorni rispetto ai 120 concessi per qualche mese in analogia al settore dei contratti pubblici.

A febbraio è previsto il primo passo di un'altra operazione-chiave per semplificare le procedure edilizie: l'approvazione dei moduli standard per le comunicazioni di inizio lavori che dovrà culminare in autunno con il varo del regolamento edilizio unico valido in tutta Italia.

Per le infrastrutture finanziate dallo Sblocca Italia, i 3,9 miliardi dell'articolo 3, il nodo non è tanto quello delle mini-proroghe concesse dal Dl 192 di fine anno (Milleproroghe) ai termini per l'«appaltabilità» e la «cantierabilità» indicati nello stesso articolo 3, quanto il significato stesso di questi termini. Per le opere del gruppo a) (si veda nel tabellone il 28 febbraio) la scadenza per la cantierabilità si sposta di due mesi, per quelle del gruppo b) di un mese (31 luglio), mentre per quelle del gruppo c) resta all'originario 31 agosto.
Il punto però, come si diceva, è che i decreti attuativi Infrastrutture-Economia (il primo, lettere a e b, è alla Corte dei conti) applica in modo molto flessibile i concetti di appaltabilità e cantierabilità, di fatto rendendo le scadenze molto più leggere, meno ravvicinate, per tutte le opere, come spieghiamo in dettaglio a pagina 7 del Dossier «Decreto Sblocca Italia». Ad esempio, per cantierabilità si indicano obiettivi di presentare progettazioni definitive (metrò C Roma, metrò Torino, opere idriche Basilicata), e per l'appaltabilità si impone ad esempio all'Anas di pubblicare bandi per il 30% del valore del piano Ponti e gallerie. Inoltre la scadenza (pena la revoca dei fondi) è una sola, e non più tappe successive da rispettare. Insomma, queste scadenze non sembrano garantire che entro il 2015 si aprano effettivamente i cantieri per tutti i 3,9 miliardi finanziati.

Incognite e tempi lunghi anche per l'operazione di rinnovo di alcune convenzioni autostradali (articolo 5 Sblocca Italia), le proroghe alle durate in cambio di nuovi investimenti. La conversione del Dl 133 ha posti molti paletti e il Milleproroghe ha spostato il termine per le proposte di atto aggiuntivo delle concessionarie al 30 giugno 2015 (era 31 dicembre 2014) e quello per la firma del contratto con il Mit al 31 dicembre 2015 (era il 31 agosto).
C'è più tempo per affidare gli appalti per gli interventi di manutenzione nelle scuole finanziate con 150 milioni del decreto Fare (n.69/2013) nella graduatoria ulteriormente finanziata con 400 milioni stanziati dal Cipe. Le proroghe consentono di far slittare al 28 febbraio i termini di aggiudicazione dei lavori in precedenza fissati al 30 aprile 2014 e al 30 giugno 2014. In tema di edilizia scolastica c'è poi da segnalare che alle province e alle città metropolitane (da selezionare) viene concessa un'esenzione del patto di stabilità fino a 50 milioni in totale per ciascun anno del biennio 2015 e 2016.

Con la primavera la fattura elettronica ora obbligatoria nei confronti di pochi enti centrali diventerà obbligatoria anche per tutte le altre pubbliche amministrazioni (su tutte Comune Asl), diventando un vero banco di prova della digitalizzazione dei rapporti tra imprese e amministrazioni pubbliche.

Scadenza fissata al 30 giugno per l'operatività del cosiddetto piano periferie, la novità promossa dal Governo in tema di riqualificazione urbana. Entro questa data un decreto attuativo dovrà indicare i criteri per la valutazione dei progetti sui quali si richiedono i fondi disponibili (in totale 200 milioni).

A fine anno si concentrano una serie di scadenze-chiave. A partire dai bonus fiscali sul recupero. Nelle intenzioni dovrebbe trattarsi dell'anno buono per rivedere l'intera disciplina degli incentivi all'efficienza, alla riqualificazione e al miglioramento sismico degli edifici. Correggendo e rafforzando le misure che danno risultati parziali (ad esempio il bonus 65% usato prevalentemente per infissi e caldaie) e ampliando gli strumenti di rilancio di un settore che ha profondo bisogno di innovazione. Chissà se sarà l'anno buono.


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