Lavori Pubblici

Appalti, Renzi punta a rafforzare l'Anticorruzione

Nicola Barone

Affondo del premier: politici responsabili anche di non aver creato un sistema di regole «trasparente e semplice»

Come argine al presentarsi della corruzione nei piani del governo prioritario è il potenziamento dell'Autorità affidata a Raffaele Cantone. Anche senza i dettagli l'intenzione è stata confermata ieri dal premier Matteo Renzi alla presentazione del libro in tema di Giorgio Barbieri e Francesco Giavazzi, a Roma. Per il presidente del Consiglio la questione poggia su diversi aspetti, tutti da considerare. A partire dal fatto che il sistema degli appalti è stato congegnato così da far lievitare sistematicamente i costi. Cioè è mancata «una strutturazione tecnico-giuridica» in grado di evitare procedure complicate che con le varianti in corso d'opera aumentassero le spese per le casse pubbliche. Non è per Renzi certo un modo per sollevare chi ha sbagliato lucrando.

«La responsabilità dei politici - ha spiegato il premier - non è solo sull'anello conclusivo delle opere, del politico che ruba e che fa schifo. È anche a monte, di non aver creato un sistema, attraverso le norme, trasparente e semplice». E qui la sfida davanti all'esecutivo nei prossimi mesi si lega al nuovo codice degli appalti, alla legge delega sulla pubblica amministrazione «che va al Senato dopo la legge elettorale». E all'«irrobustimento» dell'Anac, per citare testualmente il capo del Governo. Anche dal presidente dell'Autorità che sedeva, ieri, accanto al premier, sono arrivate critiche al fatto che spesso, paradossalmente, le leggi invece che aiutare sono una «complicazione» e «diventano un volano per la corruzione». Un aiuto significativo può arrivare dal prevedere dei meccanismi più definiti di responsabilità, «perché in Italia il problema è che nessuno paga, c'è un continuo scaricabarile».

Un abbozzo di cosa Cantone immagini necessario per dotare l'organismo di vigilanza di strumenti più efficaci si è avuto nella sua audizione in Senato di solo qualche giorno fa. Punto fermo rimane una regolamentazione capace di evitare le continue deroghe in corso di realizzo delle grandi opere, a cui si dovrebbe arrivare in tempi rapidi. Poi l'ex magistrato pensa sia il caso di stabilire un rafforzamento del rating di legalità per le imprese, adottando meccanismi reputazionali» che alzino il punteggio negli appalti. Non dunque solo certificati penali ma anche giudizi sul comportamento tenuto nei precedenti lavori dalle aziende vincitrici di una gara. In pratica l'insieme di questi diversi parametri dovrebbe per Cantone funzionare anche come incentivo a evitare atteggiamenti non rispettosi delle regole in futuro


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