Lavori Pubblici

Aniem: rivedere il sistema Soa e più potere alle stazioni appaltanti

Giuseppe Latour

L'associazione delle piccole e medie imprese delle costruzioni esprime parere favorevole per molti dei contenuti del disegno di legge di riforma degli appalti

Rivedere il sistema Soa, dando più poteri alle singole stazioni appaltanti. E' l'invito che arriva dall'Aniem, l'associazione delle piccole e medie imprese delle costruzioni, ascoltata martedì in commissione Lavori pubblici del Senato sul disegno di legge di riforma degli appalti.

Aniem, anzitutto, esprime parere favorevole per molti dei contenuti del disegno di legge: il divieto di introdurre livelli di regolazione superiori a quelli richiesti dalle direttive, l'obiettivo di coordinare e razionalizzare le disposizioni normative, l'intento di rafforzare la trasparenza e la pubblicità delle gare, anche per rendere più efficace la lotta alla corruzione, la semplificazione delle procedure e la riduzione degli oneri documentali, la revisione del sistema di qualificazione, il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato per le pmi. La delega dovrà tendere, soprattutto, ad "abbandonare la proliferazione e la stratificazione di norme che non ci sembra abbia contribuito né alla certezza del diritto, né all'alleggerimento dei contenziosi, né alla lotta alla corruzione".

Su almeno quattro punti, però, è possibile fare di più. A partire dalla progettazione: "La fase progettuale – spiegano da Aniem - deve essere assolutamente valorizzata ed il livello progettuale posto a base di gara deve vincolare necessariamente il criterio di aggiudicazione: un progetto esecutivo non potrà che avere come corrispondenza un'aggiudicazione al massimo ribasso". Quanto ai sistemi di gara, invece, "Aniem condivide la scelta del legislatore europeo e ritiene che il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa sia quello più idoneo a realizzare gli obiettivi di una ottimale selezione del soggetto che dovrà realizzare l'opera". Anche se va corretto in qualche misura.

Il terzo punto critico riguarda il sistema di selezione delle imprese. "Riteniamo che l'attuale sistema di qualificazione, fondato sulle Soa e quindi sulla privatizzazione di questa fondamentale fase valutativa, abbia fallito il suo obiettivo di rendere più efficace la selezione delle imprese". La qualificazione va rivista, dando più poteri alle singole stazioni appaltanti. Infine, bisogna intervenire sulle garanzie: "Tutte le forme di garanzia fideiussorie previste dalla legislazione in tema di appalti pubblici devono essere di natura bancaria".


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