Lavori Pubblici

Norme tecniche, i geologi chiedono a Lupi più importanza per gli studi

Giuseppe Latour

La versione licenziata lo scorso novembre dal Consiglio superiore dei lavori pubblici è stata duramente criticata proprio per gli aspetti che riguardano il peso della geologia nella fase di progettazione

Il crollo del viadotto della Palermo-Agrigento di pochi giorni fa non è solo un allarme sul fronte dell'affidamento degli appalti. Ma anche su quello delle Norme tecniche che regolano la progettazione delle strutture nel nostro paese e che, al momento, considerano poco il contesto ambientale nel quale vengono collocate le infrastrutture. E' quanto sostiene il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano.

"Purtroppo in Italia siamo alle solite. Siamo in grado di realizzare grandi opere ma continuiamo a trascurare il contesto territoriale e geologico in cui l'opera si inserisce", spiega Graziano. Per questo, "i geologi rivolgono un forte appello al ministro Lupi affinché nelle nuove Norme tecniche si restituiscano dignità ed importanza agli studi geologici". La versione licenziata lo scorso novembre dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, infatti, è stata duramente criticata proprio per gli aspetti che riguardano il peso della geologia nella fase di progettazione.

"E' ora di mettere da parte l'ansia di sovrastare una categoria professionale, pensando a ciò di cui il Paese ha realmente bisogno", continua il presidente. "Il rilevato appena inaugurato che crolla è solo una delle tante testimonianze di questa anomalia nella filiera della progettazione e dell'esecuzione dei lavori, che evidenzia quanto sia importante che ciascuna professionalità, con umiltà e spirito di servizio, accolga i suggerimenti provenienti da settori disciplinari adiacenti ed in parte sovrapposti. La progettazione è un passaggio tecnico troppo importante per non avere regole rigide e forme di controllo altrettanto rigide".

Nello specifico, sul fronte delle Ntc, "si chiedeva di definire meglio i contenuti minimi della relazione geologica e di concertare con il progettista (ingegnere, architetto o geometra che fosse) la programmazione e la direzione lavori della campagna di indagine geognostica, da cui si definisce nel merito il modello geologico e quello geotecnico relativo alla specifica opera da realizzare. Una proposta di buon senso, molto lontana dalle guerre di quartiere che sono appartenute al passato". Nonostante "lo spirito costruttivo della proposta", l'Assemblea ha cassato le modifiche "ed ha votato, con il solo voto contrario del rappresentante del Cng, a favore di un testo di revisione che continua a voler trascurare l'importanza della geologia".


© RIPRODUZIONE RISERVATA