Lavori Pubblici

Bonifiche in Campania, appalti con white list obbligatorie

Giuseppe Latour

Il comitato grandi opere: sulle gare per i siti inquinati è necessario tenere un faro sempre acceso. Coinvolta anche l'Anticorruzione

Arrivano nuove white list obbligatorie. È questa la novità più importante contenuta nelle linee guida del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, appena pubblicate sulla Gazzetta ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2015 . Gli appalti per le bonifiche dei siti inquinati in Campania sono contratti pubblici sui quali è necessario tenere un faro sempre acceso. Per questo il Ccasgo, nel suo documento, apre la strada alla costituzione di elenchi speciali, diversi da quelli ordinari, sul modello di quelli già usati in Emilia Romagna negli anni scorsi.

Le linee guida arrivano a valle di una serie di interventi pensati «per garantire la trasparenza e la libera concorrenza nella realizzazione delle opere e degli interventi» di bonifica in Campania. Il decreto sulle emergenze ambientali (Dl n. 136/2013) ha dato al Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere (Ccasgo) il compito di formalizzare una serie di linee guida per i controlli antimafia sui contratti pubblici in questo settore. In questo senso, il documento ricorda anzitutto che «appaiono significativi i risultati di un'analisi dei dati giudiziari sviluppata di recente dalla direzione nazionale antimafia. Essa dimostra come tra la consumazione dei reati in materia ambientale e la criminalità organizzata di tipo mafioso esista un'interazione, alcune volte manifesta, ed altre dissimulata». Insomma, la situazione richiede contromisure decise.

Al centro del sistema, allora, vengono messe le white list: dovranno costituire «il meccanismo di elezione per la scelta dell'operatore economico» in tutti questi appalti. Il decreto emergenze ambientali prevede la costituzione di appositi elenchi, diversi da quelli generali previsti dalla normativa antimafia presso le prefetture: al momento, però, risultano ancora inattuati, perché richiederebbero un Dpcm. Così, «nelle more dell'attuazione del citato decreto», il Ccasgo dà indicazione alla prefettura di Napoli di partire immediatamente.
Secondo il comitato, questi elenchi dovranno costituire la modalità obbligatoria attraverso la quale effettuare i controlli antimafia sulle imprese operanti nel settore delle bonifiche. Saranno, quindi, un'estensione rispetto alle white list nazionali, sul modello di quelle già utilizzate per i terremoti in Abruzzo ed Emilia Romagna. Agli elenchi potranno iscriversi sia le imprese del luogo sia quelle che arrivano da altre parti d'Italia o dall'estero, facendo quindi eccezione alle regole generali in materia di white list.

Da segnalare, infine, anche il coinvolgimento di Anac nei controlli. L'Autorità anticorruzione, negli appalti di bonifica in Campania, «potrà predisporre un'attività di verifica preventiva delle procedure di selezione dei concorrenti e di esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture, anche sulla base dei modelli sperimentati in ambito Expo 2015 di Milano». Le modalità di esercizio di queste verifiche «potranno includere visite a campione e senza preavviso in qualsiasi fase di svolgimento delle gare, della esecuzione dei contratti e di ogni altra prestazione in capo ai soggetti attuatori».


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