Lavori Pubblici

Bonus 65% all'antisismica, «rischia di rimanere sulla carta»

Giuseppe Latour

La denuncia arriva da Unicmi, l'Unione nazionale delle industrie delle costruzioni metalliche, dell'involucro e dei serramenti e da Isi, Ingegneria sismica italiana

L'estensione del 65% all'antisismica rischia di restare solo sulla carta. La denuncia arriva da Unicmi, l'Unione nazionale delle industrie delle costruzioni metalliche, dell'involucro e dei serramenti e da Isi, Ingegneria sismica italiana. Le due associazioni si scagliano contro l'intervento con il quale la manovra ha ampliato il bonus per l'efficientamento energetico alla messa in sicurezza degli edifici. Per come è strutturato, infatti, ha dei limiti che ne renderanno impossibile l'applicazione concreta. Servirebbero, quindi, sostanziosi interventi di ritocco durante la seconda lettura in corso al Senato.

«Pur apprezzando l'inserimento del bonus del 65% per gli intervenenti di messa in sicurezza sismica degli edifici», Unicmi e Isi spiegano che questa novità «rischia di rimanere solo un segnale di attenzione alla messa in sicurezza sismica, non supportato però da una reale operatività». Per questo hanno scritto al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e ai presidenti delle commissioni Ambiente di Camera e Senato, Ermete Realacci e Giuseppe Marinello.
I punti deboli dell'attuale assetto sono tre. Si parte dalla scadenza temporale, fissata al 31 dicembre 2015. «Un intervento di messa in sicurezza sismica – si legge in una nota - precede un iter complesso sia in termini di consenso (basti pensare agli interventi nei condomini), sia da un punto di vista operativo (analisi dello stato dell'edificio che spesso comprendono prove, progettazione dell'intervento, preventivazione e realizzazione, sono punti di un percorso lungo e articolato)». La necessità di rendere strutturale la detrazione, avvertita anche per l'efficienza energetica, è ancora più forte nel caso di interventi complessi e molto costosi come quelli di messa in sicurezza antisismica.

Il secondo tema riguarda la limitazione alle zone sismiche 1 e 2: la misura, infatti, è attualmente ristretta alle opere che ricadono in aree ad alta pericolosità. La commissione Ambiente della Camera, invece, per allargare il più possibile il bonus, aveva chiesto di estendere il bonus anche ai Comuni a rischio sismico basso. Questa ipotesi, però, è rimasta solo sulla carta.
Il terzo problema è quello delle risorse.

La copertura finanziaria prevista come appannaggio dell'antisismica è risicatissima: 101,7 milioni di euro. «Compatibilmente a quanto disponibile nel bilancio – dicono le due associazioni -, stanziare una cifra congrua affinché le ricadute di questo provvedimento siano tangibili, non rappresenta soltanto dare fiato ad una operatività reale della messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano, bensì un investimento dello Stato per prevenire eventuali nuove ingenti cifre destinate alla ricostruzione da danni sismici». Su tutti questi punti, la commissione Bilancio del Senato dovrebbe intervenire.


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