Lavori Pubblici

Intesa Anac-Antitrust, più punti nei bandi alle imprese con «bollino blu»

Mauro Salerno

Approvato un nuovo regolamento sul rating di legalità. Oltre che per accesso al credito e finanziamenti le imprese virtuose potranno ottenere benefici nell'assegnazione degli appalti

Punteggi premianti alle imprese in possesso del rating di legalità nelle gare per appalti pubblici. L'annuncio dato dal presidente dell'Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone qualche giorno fa diventà realtà con il nuovo regolamento per la concessione del rating alle imprese virtuose che l'Autorità Antitrust ha aggiornato con la collaborazione dell'Anac. «Il nuovo regolamento - ha spiegato il presidente dell'Autorità garante della concorrenza Giovanni Pitruzzella - andrà in Gazzetta Ufficiale venerdì 12 e lunedì 15 diventerà operativo».

Due le principali novità. La prima riguarda gli obiettivi del rating, partito nel 2012 anche sulla base di un'idea avanzata da Confindustria. Le imprese, con fatturato superiore ai due milioni all'anno, che chiederanno il «bollino blu» (come è stato battezzato da Cantone e Pitruzzella) potranno utilizzarlo non solo per ottenere agevolazioni nei rapporti con le banche (accesso al credito) o per la concessione di finanziamenti pubblici. L'iscrizione nell'albo delle imprese virtuose tornerà utile anche per la partecipazione agli appalti pubblici. «Non dobbiamo solo sanzionare le imprese corrotte - ha spiegato Cantone - ma incentivare le aziende sane. È questo lo spirito di questa iniziativa he inaugura anche una stagione di collaborazione tra le Autrorità indipendenti, che non devono più guardare solo al proprio orticello».

La richiesta del bollino rimane volontaria. Le domande, ha aggiunto Pitruzzella, «saranno inoltrate all'Autorità e saranno esaminate da una commissione congiunta di cui farà parte anche l'Autorità anticorruzione». Come già accade ora, le imprese che chiederanno l'iscrizione al rating otterranno da una a tre stelle in base al grado di "legalità" valutato sulla base di una serie di parametri che sono stati però rivisti, ampliati e resi più stringenti rispetto a quelli attuali. «Sono stati inclusi – ha esemplificato Cantone – la richiesta di modelli organizzativi di prevenzione della corruzione, la mancanza di commissariamento per fatti di corruzione, la mancanza delle sanzioni previste dal codice dei contratti». Da questo punto di vista, non potranno ottenere il rating le imprese destinatarie di sanzioni dell'Anac che implichino l'impossibilità di siglare contratti con la Pa, e in particolare, di annotazioni relative a gravi negligenze o inadempienze contrattuali. In prospettiva, ha aggiunto, Cantone ci potrà essere anche «il coinvolgimento della Guardia di finanza».

La possibilità di concedere punteggi premianti alle imprese incluse nell'albo resta per ora una facoltà, non un obbligo, per le stazioni appaltanti. «Ma noi lo suggeriamo vivamente», dice Cantone. Peraltro, ha aggiunto il numero uno dell'Anac, «abbiamo appena approvato in Consiglio un nuovo bando-tipo che prevede questa possibilità per gli appalti di una certa rilevanza». Il bando-tipo riguarda l'assegnazione dei servizi postali con il criterio dell'offerta più vantaggiosa «e sarà pubblicato a breve». Per passare dalla facoltà agli obblighi servirebbe una modifica normativa alla disciplina sugli appalti.

«Per ora partiamo con una sperimentazione su base volontaria», ha chiarito Cantone senza escludere la possibilità di tornare sull'argomento nel processo di riforma del codice indotto dall'obbligo di recepire le nuove direttive europee sugli appalti entro la primavera del 2016. Anzi. «Le direttive Ue – ha aggiunto – prevedono una preferenza per il criterio dell'offerta più vantaggiosa rispetto al massimo ribasso. Questo in Italia può risultare un problema, perché con questo criterio si amplia la discrezionalità delle commissioni giudicatrici. L'aggiunta di questo parametro potrebbe in qualche modo fare da contrappeso».

Non poteva mancare un riferimento all'inchiesta sugli appalti di «Mafia Capitale». «Ci sono appalti sui quali verificheremo se ci sono egli estremi per un commissariamento», ha annunciato Cantone. «In questi giorni – ha concluso – gli ufficiali della Guardia di finanza sono andati all'Ama per fare delle verifiche e per capire anche quanti appalti sono in corso». E c'è anche un accenno all'Expo, dove le verifiche antimafia, secondo Cantone, sono servite. «Il prefetto ha emesso 62 interdittive, questo vuol dire che ci sono state 62 imprese, infiltrate, che sono state escluse dal sistema degli appalti per Milano 2015».


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